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Rummo, i conti non tornano: bilancio in perdita

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Benevento.  “Modesta”. Il commissario Giampiero Maria Berruti ha cura di premettere l'aggettivazione riduttiva nella relazione che accompagna l'approvazione del bilancio 2014 dell'Azienda ospedaliera “Rummo”. Resta il dato nudo e crudo: il nosocomio beneventano ha chiuso in perdita l'ultimo esercizio. Un disavanzo pari a 570.000 euro che il massimo vertice dell'ente ospedaliero attribuisce alla non piena corrispondenza tra il fabbisogno della struttura e i ricavi costituiti perlopiù dai trasferimenti statali. E proprio l'ultimo riparto, quello varato dalla Regione Campania con il decreto commissariale numero 58 del 29 maggio, ha mutato sostanzialmente il quadro tracciato in fase di previsione provocando la citata perdita. “La determinazione del finanziamento regionale della spesa sanitaria per l'anno 2014 – lamenta Berruti nella relazione – ha incrementato la quota del finanziamento della spesa sanitaria di parte corrente ma comunque non è stata commisurata ai fabbisogni aziendali. Pertanto l'Azienda non ha potuto evitare la modesta perdita di euro 570.000 del risultato contabile, che ripianerà nel corso dell'esercizio 2015 destinando quota parte delle riserve iscritte in bilancio ai sensi dell'articolo 2430 del Codice civile”. Ovvero destinando alla copertura del “buco” una parte della riserva legale opportunamente precostituita. Entrando nel dettaglio delle cifre sintetizzate da Berruti, la Regione ha assegnato al Rummo risorse inferiori a quelle previste sia in termini di fondi vincolati (1.169.000 euro meno dell'anno precedente), sia come quota indistinta finalizzata (246.000 euro in meno). Tagli che hanno parzialmente vanificato, almeno secondo la lettura data dai vertici del nosocomio, il pur consistente incremento del fondo indistinto pari a oltre 2 milioni di euro. Ma sui conti del Rummo pesano ancora, come ricorda il commissario Berruti nella relazione, le drastiche sforbiciate subite dall'Azienda per le annualità 2012 e 2013 (da 112,6 milioni di euro a 106,4 milioni). “La contrazione dell'assegnazione mensile – spiega ancora il numero uno del nosocomio sannita – ha messo a serio rischio la garanzie della copertura dei costi fissi mensili: personale, utenze, manutenzione macchinari”. C'è stata dunque una fase nella quale il Rummo ha rischiato di non riuscire a pagare nemmeno stipendi e bollette. Oggi la situazione sembrerebbe migliorata con una rimessa annuale che supera i 110 milioni, ma i problemi non mancano: “Il sistema di finanziamento per risorse – attesta Berruti – non riesce a garantire il giusto finanziamento delle strutture ospedaliere pubbliche. La remunerazione per prestazioni (DRG) non tiene conto del notevole incremento della spesa del personale derivante dai rinnovi contrattuali, né tiene conto dei costi derivanti dall'alta tecnologia, dalla manutenzione, dei materiali sanitari e soprattutto dei nuovi farmaci oncologici”. Da rivedere in particolare il sistema del pronto soccorso, sempre meno sostenibile economicamente. Per l'attuale numero uno del nosocomio beneventano esiste “l'assoluta necessità di rivedere il finanziamento delle prestazioni, in considerazione del fatto che l'attuale rimborso forfettario per singolo accesso al Pronto soccorso non riesce a ripianare i reali costi sostenuti dall'Azienda”. Paolo Bocchino    



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