• GIOVEDÌ 2 LUGLIO 2020 - S. Ottone vescovo

Quanta concorrenza per Almici, ma l'Avellino non molla

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Da silenzioso comprimario a titolare quasi inamovibile sulla fascia destra nel finale di campionato. Alberto Almici con un finale di stagione da protagonista con la maglia dell'Avellino ha saputo attirare a se le attenzioni di diverse società del torneo cadetto pronte a corteggiare l'Atalanta, titolare del cartellino. Un campionato dai due volti, iniziato in quel di Latina. Dodici panchine di seguito con Mario Beretta, poi protagonista in campo nella sfortunata e breve avventura di Roberto Breda sulla panchina pontina, prima del trasferimento in Irpinia nel mercato di riparazione. L'Avellino, che aveva da poco perso Jherson Vergara e Pietro Visconti per due brutti infortuni, in attesa di recuperare pienamente Luca Bittante, in convalescenza dopo l'operazione al menisco, puntò forte su Almici, in rotta con il Latina e pronto a fare ritorno alla casa madre. L'assalto ebbe buon fine e il 13 gennaio la società biancoverde ufficializzò il suo ingaggio dal club orobico in prestito con diritto di riscatto. Un diritto che l'Avellino vorrebbe far valere soprattutto dopo il positivo finale di stagione del terzino destro. La concorrenza per il laterale di difesa classe '93 è però molto forte. La rivale più pericolosa è il Cagliari. Massimo Rastelli che ha puntato fortemente su Almici sui titoli di coda del campionato e nei play off, avrebbe fatto il suo nome al presidente Giulini per la campagna acquisti del Cagliari. Oltre ai sardi, occhio al Bari che sono pronti a puntare su Almici per sostituire il partente Sabelli, vicino al trasferimento alla Sampdoria. L'Avellino dal canto suo proverà a far valere il diritto di riscatto concordato a gennaio e i buoni rapporti con il direttore generale dell'Atalanta, Pierpaolo Marino che potrebbero consentire alla società biancoverdi di spuntarla sulle rivali. Carmine Roca



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