• DOMENICA 29 NOVEMBRE 2020 - S. Saturnino martire

Processo Crescent: "Il progetto fu stravolto"

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Salerno.  Processo Crescent, i testi dell’accusa puntano il dito contro i rapporti fra la Sovrintendenza e l’amministrazione comunale di Salerno. Si è tenuta ieri presso l’aula della seconda sezione penale del tribunale di Salerno (presidente Siani, a latere Cantillo e Trivelli) una nuova udienza del procedimento che riguarda le presunte irregolarità urbanistiche per la realizzazione della “mezzaluna”, struttura centrale del piano di riqualificazione della zona di Santa Teresa. Hanno risposto alle domande poste dei pubblici ministeri Rocco Alfano e Guglielmo Valenti i presidenti dei due comitati di cittadini che più d’ogni altro si sono opposti contro il piano di riqualificazione urbanistica varato dall’allora amministrazione comunale guidata da Vincenzo De Luca (l’attuale Governatore della Campania è imputato nel procedimento assieme ad altre 22 persone).  Ha cominciato a esporre le sue idee sulla questione Raffaella De Leo, presidente dell’associazione Italia Nostra che ha ripercorso le tappe primordiali del via al progetto in cui la sua associazione fu coinvolta in prima persona per dare un proprio parere. Prove di dialogo che, però, si interruppero bruscamente: «Abbiamo avuto delle difficoltà a gestire i rapporti con l’ufficio di piano (che fu creato nel corso della redazione del nuovo piano regolatore). Fu registrato un fastidio da parte dei responsabili sulle proposte da noi avanzate, interrompendo così di fatto immediatamente la collaborazione». Un percorso che è stato seguito in maniera quasi similare dall’altro comitato che ha oltraggiato la costruzione della “mezzaluna”. Ad esporre dettagli e la sua ricostruzione dei fatti ci ha pensato il presidente del comitato “No Crescent”, Pierluigi Morena.  Due in particolare i punti su cui si è soffermato il pensiero dell’avvocato salernitano: i rapporti che sono intercorsi nel periodo del progetto fra l’amministrazione comunale e la Sovrintendenza e il pensiero dell’allora redattore del Piano Urbanistico Comunale, Oriol Bohigas. «I rendering esposti nel progetto non rispecchiavano le norme nonostante le richieste integrative presentate dalla Sovrintendenza. Il loro comportamento e le loro decisioni non ci hanno convinto, abbiamo notato fra i due enti degli scambi troppo “bizzarri”».  Questioni che sono state dettagliate da Morena che ha sottolineato di aver registrato degli aumenti di incarichi (situazione impugnata fortemente dalla difesa) nel periodo di avvio del cantiere del Crescent. Il presidente del comitato, poi, ha raccontato nel dettaglio il suo incontro avuto con il noto architetto spagnolo, avvenuto nel suo studio di Barcellona nel 2010: «Conosceva il progetto e ne aveva un’opinione negativa – il racconto di Morena. «Credeva in un impatto urbanistico troppo invasivo del Crescent e mi fece intendere che il suo Piano urbanistico comunale, soprattutto nell’area di Santa Teresa, era stato ampiamente stravolto».  Secondo quanto raccontato dal numero uno dei comitato civico, il progetto originario per la storica spiaggia dei salernitani era totalmente diverso: piazza della Libertà, infatti, doveva essere di dimensioni ridotte rispetto all’attuale progetto ed era previsto soltanto la costruzione di una struttura destinata ad uso alberghiero. Ha concluso l’udienza, poi, l’architetto Alberto Cuomo, ex consulente del Piano territoriale di Coordinamento della Provincia di Salerno che ha ripercorso i vari esposti da lui presentati sulla questione legata alla costruzione del Crescent. L’udienza è stata aggiornata al prossimo primo ottobre, quando in aula interverrà anche l’ex numero uno della Sovrintendenza, Gennaro Miccio.   Redazione Sa



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