• GIOVEDÌ 21 GENNAIO 2021 - S. Agnese vergine

«Noi, malati di psoriasi senza farmaci e discriminati»

ATTENZIONE
Tutto il materiale presente in questo articolo è coperto da Copyright Ottopagine.it e ne è vietata la riproduzione, anche parziale.


«Siamo gli esodati della Sanità: abbiamo diritto ai farmaci ma non possiamo accedervi perché le Regioni non hanno i soldi per curarci. La psoriasi in Italia interessa 3 milioni di persone eppure sembriamo trasparenti. Nessuno si cura di noi se non per evitarci, isolarci, stigmatizzarci. Lanciamo un appello a Matteo Renzi e a Beatrice Lorenzin: non lasciateci più soli perché se la malattia è per noi una gabbia, la vostra disattenzione rischia di trasformarvi nei nostri 'carcerieri'.  I Centri Psocare sono allo sbando. Le terapie sono un miraggio per pochi e spesso anche chi è in cura è costretto ad interromperla per colpa dei budget delle Regioni. Adesso basta. Il 24 e il 25 ottobre scendiamo in piazza per stare vicino ai malati e per informare con i nostri gazebi. La prossima volta scenderemo in piazza per alzare la voce». Non usa giri di parole Mara Maccarone, presidente dell'A.DI.PSO (Associazione per la difesa degli psoriasici) e arriva diretta al Presidente del Consiglio e al Ministro della Salute: gli psoriasici sono pazienti di serie D perché Dimenticati dal Servizio Sanitario Nazionale e Discriminati dalla società civile che erroneamente crede che la psoriasi sia contagiosa e infettiva. E così, nel presentare la Giornata Mondiale della Psoriasi (il 29 ottobre) e le iniziative di piazza legate all'evento (sabato 24 e domenica 25 ottobre), Mara Maccarone lancia una sfida alle Istituzioni:« Renzi e Lorenzin, aprite le porte dei vostri uffici, ascoltate le nostre legittime richieste e le nostre proposte che comportano un risparmio per la Sanità e un gran sollievo per i pazienti. Proponiamo di riprendere in mano i Registri in modo che ci sia più controllo e, dunque, che si possa da una parte tenere sotto controllo la spesa e dall'altra dare le giuste cure a chi ne ha bisogno e cioè i pazienti in forma grave». Redazione



Sannioportale.it