• MERCOLEDÌ 5 AGOSTO 2020 - Maria SS. della neve

Mortaruolo e Melchionna: «Con Caldoro disastro, ora si cambia»

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Benevento.  Mai più una Regione che rimandi indietro miliardi, mai più una regione matrigna per le aree interne: questo l'input emerso dall'incontro tra la Cisl e il neoeletto consigliere Mortaruolo. Forti le critiche a Caldoro, espresse sia da Melchionna che da Mortaruolo, in particolare per i miliardi non spesi relativi al programma 2007-2013: «De Luca dovrà impegnarsi per evitare che questi soldi vengano restituiti». Aree interne unite. In particolare è emersa la volontà di procedere fianco a fianco con Avellino, volontà peraltro già palesata al San Marco, quando accanto a Mortaruolo, sul palco, c'era la consigliera del Pd, rieletta, Rosetta D'Amelio. Fondamentale secondo Melchionna coordinarsi, in particolare per la logistica: «Non c'è sviluppo se non si ragiona di piattaforma logistica ad Avellino e Benevento: è l'unica strada. Per troppo tempo ci hanno considerato marginali, ora bisognerà invertire la rotta». Un percorso condiviso. E certo, è complicata, e né Mortaruolo né la D'Amelio potranno essere i deus ex machina che da soli risolleveranno le sorti delle aree interne: «Ho già detto – ha commentato il consigliere – che voglio avviare, da settembre, una settimana di lavoro con tutte le anime del territorio: un consigliere da solo serve a poco, se è invece accompagnato dalle associazioni, dal terzo settore, dalle categorie, e in particolare da tutti i protagonisti del territorio, dal consigliere comunale del più piccolo paese del Sannio fino al primo del più grande, allora si possono fare cose buone. Ma bisogna capire che inizia una stagione di doveri: serve impegno, tanto». Infrastrutture e logistica. Un impegno che dovrà partire da ciò che arriverà nel Sannio: «Grazie all'impegno del governo sulle infrastrutture nei prossimi mesi avremo un Pil “drogato”: ma dovremo interrogarci su come far fruttare questo Pil “drogato”». E le idee secondo Mortaruolo si basano sulle peculiarità del Sannio, sì, ma anche sul tentativo di dare unicità al territorio: «Immaginiamo di restaurare i nostri borghi: possiamo farlo tramite la bioedilizia. E possiamo essere i primi in questo settore: facciamolo. Ragioniamo di agroalimentare, ma per farlo guardiamo a cosa c'è in quel bicchiere di vino, che di sicuro non è solo succo d'uva». E tanto altro: dalle aree di crisi ai trasporti, fino al grande malato delle aree interne, il lavoro. «Un percorso difficile, certo, e proprio per questo non si può più immaginare di farlo con Sannio e Irpinia separate, magari contrapposte: è il momento di stare uniti». Cristiano Vella     



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