• MERCOLEDÌ 23 SETTEMBRE 2020 - S. Tecla vergine martire

Le pensioni sannite tra le più basse d'Italia

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Benevento.  Una pensione nel Sannio è molto più “leggera” di una pensione a Roma, Milano o Trieste. Il monitoraggio periodico dell'Istat sui trattamenti previdenziali conferma un dato ormai storicizzato: Benevento è tra le province italiane con i più bassi assegni pensionistici. Il report pubblicato oggi dall'Istituto di statistica riferisce ancora una volta cifre impietose collocando il territorio sannita tra i più poveri d'Italia. Con un ammontare medio di 14.108 euro, Benevento entra nella poco lusinghiera graduatoria delle dieci province con i redditi pensionistici più bassi. Fanno peggio in ambito nazionale soltanto Vibo Valentia, Fermo, Potenza, Trapani, Medio Campidano, Enna, Barletta-Andria-Trani, Crotone ed Agrigento (ultima con 13.004 euro per assegno). All'altro capo della classifica c'è Roma che è la provincia con i trattamenti previdenziali più ricchi del Paese (20.966 euro di media), seguita da Milano (20.437 euro) e Trieste (20.329 euro). Tutte le altre province sono sotto quota ventimila euro. Va rilevato come il responso ricalchi in larga parte quello emesso lo scorso anno dall'Istat, con l'unica eccezione riguardante proprio Benevento che subentra alla sarda Ogliastra nella lista delle dieci peggiori. Per il Sannio peraltro va registrato anche un livello più basso di quello regionale (per la Campania la media per assegno sfiora i 15mila euro) e nazionale (16.803 euro). E se i pensionati beneventani in genere non se la passano granchè bene, ancor meno le pensionate. L'Istat certifica un divario di genere pari al 22,3 per cento a favore degli assegni erogati agli uomini. Ma va detto al contempo che si tratta di un differenziale tra i più contenuti del Paese. A Lecco ad esempio una pensione “maschile” vale il 58,9 per cento più di quella attribuita a una donna, e così a Venezia (58%) e Livorno (56,6%). Un dato che può rinfrancare solo in parte: se la differenza di genere è ridotta nei confronti di altre realtà territoriali lo si deve purtroppo alla esiguità complessiva dei trattamenti erogati nel Sannio, figlia evidentemente delle basse retribuzioni salariali percepite nella stagione lavorativa. Paolo Bocchino 



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