• LUNEDÌ 12 APRILE 2021 - S. Damiano vescovo di Pavia

Lavori in corso: il capocantiere è... il Bue Apis

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Benevento.  “Inizio cantiere”. Lettere nere su fondo giallo nel classico riquadro metallico. Sarebbe un segnale come un altro che indica lavori in corso se di lì a qualche metro non ci fosse uno dei principali monumenti beneventani, pienamente coinvolto suo malgrado nelle operazioni. Viale San Lorenzo è da secoli la casa del Bue Apis. Fin dal 1629 quando secondo le fonti storiche il monumento in granito rosso proveniente dall'Egitto e ritrovato in località Casale Maccabei fu collocato su un piedistallo nei pressi di Porta San Lorenzo, uno dei principali varchi d'accesso alla città. Da qualche giorno all'imbocco della strada che conduce al santuario della Madonna delle Grazie è in atto un intervento della Enel distribuzione finalizzato alla messa in sicurezza di alcuni cavi elettrici pericolosi. Basta dare un'occhiata al cantiere per restare colpiti dalla eccezionale prossimità dei lavori a quello che come dicevamo fa parte del pantheon dei monumenti beneventani. Il Bue Apis è ricompreso all'interno delle strisce bianco-rosse che delimitano le attività e si erge a improbabile direttore delle maestranze, a poche spanne dalle trincee realizzate dai bobcat lasciati in sosta al suo fianco. Operazioni che evidentemente non lasciano l'icona egizia indenne da sollecitazioni. Un contesto provvisorio, chiaramente. Ma l'episodio riapre la riflessione sulla collocazione del monumento, tema che negli anni scorsi era esploso nel dibattito cittadino in seguito alla annunciata decisione del Comune di Benevento di trasferire il Toro caro ai pagani in Piazza Borgia, nei pressi di Palazzo del Governo. Idea che non ha mai trovato concretizzazione pur comparendo ancora nei programmi pluriennali delle opere pubbliche municipali. E' il caso forse di chiedersi se nelle more del previsto spostamento non sarebbe opportuna comunque una più consona sistemazione che isoli per quanto possibile il monumento da indebiti contatti e inopportuni accostamenti. Il minimo per una città che vuole davvero vivere di turismo. Paolo Bocchino         



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