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La Torre di Montesarchio riapre il 26 giugno

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Montesarchio.  La data tanto attesa riguardo la riapertura della Torre, simbolo della cittadina caudina, è arrivata: venerdì 26 giugno in occasione dell'inaugurazione della Mostra archeologica “A casa di Europa. Storie del cratere di Assteas” - dopo oltre trenta anni - la Torre di Montesarchio sarà di nuovo riaperta al pubblico. L’iniziativa, realizzata grazie alla collaborazione tra la Soprintendenza Archeologia della Campania, il Polo Museale della Campania e il Comune di Montesarchio, segna il ritorno definitivo del celebre cratere di Assteas al Museo di Montesarchio, che espone le testimonianze archeologiche dei centri più importanti della Valle Caudina: Caudium (Montesarchio), Saticula (Sant’Agata de’ Goti), Telesia (San Salvatore Telesino).  La notiizia della riapertura dell'antico carcere borbonico era nell'aria ma mancava l'ufficialità da parte della Soprintendenza sulla data di riapertura.
La Mostra rappresenta un’ulteriore tappa del percorso iniziato nel 2013 con l’esposizione “Rosso Immaginario. Il Racconto dei vasi di Caudium”, allestita nel Castello di Montesarchio, dove per la prima volta le complesse scene mitologiche raffigurate sui vasi rinvenuti nella necropoli di Caudium sono state raccontate con diverse modalità di rappresentazione – videoproiezioni, olografie, minimapping – che accompagnano il visitatore in un viaggio nell’affascinante mondo di immagini dipinte sui crateri.
Con la Mostra “A casa di Europa. Storie del cratere di Assteas” viene ampliata l’offerta culturale del Museo Archeologico Nazionale del Sannio Caudino che, attraverso la consolidata collaborazione tra MiBACT e Amministrazione Comunale, conferma la sua funzione di polo culturale di riferimento della Valle Caudina e del Sannio.   La storia di Assteas La Torre dunque ospiterà il vaso di Assteas, rinvenuto da scavatori clandestini negli anni Settanta a Sant’Agata de’ Goti. Dopo essere stato ceduto dai tombaroli per un milione di lire e un maialino, transitò sul mercato antiquario e nel 1981 fu acquistato dal Paul Getty Museum di Malibu per 380.000 dollari. Nel 2007 il cratere è stato restituito all’Italia grazie a complesse indagini investigative svolte dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale e da allora è stato esposto in maniera permanente presso il Museo Archeologico Nazionale di Paestum e ospitato in prestigiose sedi – Palazzo del Quirinale e Palazzo Massimo a Roma, Palazzo dell’Unesco di Parigi – all’interno di mostre temporanee. Dal 18 dicembre 2014 al 17 maggio scorso il cratere è stato esposto in una suggestiva Mostra allestita nella Chiesa di San Francesco a Sant’Agata de’ Goti intitolata “L’Oggetto del Desiderio. Europa tornato a Sant’Agata ha registrato un grande successo di pubblico e numerosi consensi. Per l’esposizione definitiva del cratere è stata scelta la Torre che domina la Valle Caudina e ne rappresenta il monumento-simbolo. All’interno di spazi suggestivi i visitatori saranno coinvolti e catturati dal racconto delle tante storie del cratere, narrate attraverso tecnologie innovative.         GioDin



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