• SABATO 19 SETTEMBRE 2020 - S. Gennaro vescovo

La Lega Pro si scopre più povera

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Vigorito, Tesoro, Camilli, Manniello, ora anche Lombardi. La Lega Pro, già devastata dall’inibizione del suo presidente Macalli e con un bilancio mai approvato, rischia di scoprirsi ancora più povera. Vigorito e Tesoro sono già ai saluti, Camilli alle solite minacce di abbandono, questa volta in vero assai più credibili, Manniello prova a convincere tutti che quando dice che le sue dimissioni sono irrevocabili dice il vero. La Lega Pro sta per perdere imprenditori assoluti protagonisti delle ultime stagioni della terza serie professionistica. Ma la devastazione è anche da altre parti, perché se a Benevento, a Lecce e a Castellammare il calcio può trovare un fil rouge per continuare a vivere, in Maremma sembra al capolinea. Così come nell’opulento Veneto, dove Venezia e Real Vicenza sembrano praticamente al passo d’addio. La città lagunare è nelle mani del russo Korablin, che negli ultimi giorni ha fatto letteralmente perdere le sue tracce. Entro il 25 la società nervoverde deve versare in Lega qualcosa come un milione e mezzo di euro e poi entro il 30 provvedere all’iscrizione. Situazione drammatica, come ha detto il neo eletto sindaco Brugnaro che ha voluto incontrare i tifosi per chiarire la sua posizione, che è di assoluto appoggio al calcio, ma che non può certo essere mediatrice con una società privata. Paradossale la situazione del Real Vicenza. Il patron Diquigiovanni ha fatto intendere di non poter reggere la concorrenza del Vicenza che è in B e che non può fare calcio per pochi intimi. Ha offerto il titolo di Lega Pro a mezzo Veneto, soprattutto al Treviso che vive momenti di stento, ma nessuno gli ha aperto le porte. Pare che l’ex patron innamorato del ciclismo si sia convinto di farsene una ragione, a meno che non intervengano i dirigenti dell’Altovicentino di Valdagno che hanno ambizioni da vendere e che sono finiti secondi in serie D alle spalle del Padova. Il presidente Delle Rive vuole far rifiorire la favola del Marzotto Valdagno che giocò in serie B negli anni sessanta. Drammatica anche la situazione del Monza, che ha visto andare deserta anche la seconda asta fallimentare. La terza è fissata per oggi, ma al di là di una cordata svizzera sembra capeggiata dall’ex juventino e nazionale Zambrotta, non c’è nulla in giro. Qualche imprenditore ha fatto già capire che sarebbe disposto ad entrare dopo il fallimento e ripartire dalla D. Niente da dire, la crisi non conosce confini. fras



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