• MARTEDÌ 2 MARZO 2021 - B. Eraclio martire

Jidayi: «Contento e onorato di essere arrivato ad Avellino»

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Avellino.  Dalle 10:40 di questa mattina è ufficialmente un calciatore dell'Avellino: la soddisfazione per il contratto biennale sottoscritto con i lupi; per l'inizio di una nuova, stimolante, avventura, è impressa sul volto di William Jidayi. Il tempo di firmare è subito allo stadio “Partenio-Lombardi” per sostenere i test atletici di rito alla presenza di Attilio Tesser e del suo staff. Ma è anche una persona cortese, William Jidayi. Che non si sottrae dalle prime parole da lupo prima dell'ingresso negli spogliatoi. Contento e onorato - «Sono contento e onorato di vestire questa maglia. È una grandissima opportunità per quanto riguarda la mia carriera: ringrazio l’Avellino per avermela concessa. Sono felicissimo di essere qui. Spero di dare il meglio di me stesso: ci metterò tutto l'impegno possibile per far si di gioire con i compagni di squadra e i con i tifosi». Quel muro biancoverde - «Il mister? L'ho conosciuto. Lo stadio l'ho conosciuto da avversario. La Curva è favolosa e dà carica. Ogni volta che giocavo contro l'Avellino e alzavo gli occhi e c'era un muro di tifosi. Mi aspetto un ambiente molto caloroso, con tantissima voglia di vincere. Solo due mesi fa è stato sfiorato il colpaccio. Speriamo di toglierci le stesse soddisfazioni anche quest'anno». La forma fisica - «Fino ad oggi mi sono allenato da solo, in attesa di notizie come era naturale che fosse. Mi mettero di impegno con il preparatore atletico fin da oggi per mettermi in pari con il resto della squadra. Il mio ruolo? Ho giocato sia davanti alla difesa, sia come mezzala, generalmente. Sono uno che si adatta. In base a quello che mi chiederà il mister, cercherò di accontentarlo». Ritorno a... casa - Jidayi è nipote del vicario del Liceo Statale "Imbriani" di Avellino, Domenico De Simone. Suo fratello Christian è nato ad Avellino. Per lui è una sorta di ritorno alle origini: «Sono in parte di casa. I natali li faccio qui. Mio zio lavora ad Avellino, sua moglie è di Avellino, non mi è nuova questa città. Sono felicissimo di essere arrivato qui». Marco Festa



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