• GIOVEDÌ 1 OTTOBRE 2020 - S. Teresa del Bambino Gesù

Inchiesta mensa, niente vermi o parassiti nelle vaschette

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Benevento.  In quelle vaschette non c’erano né vermi né parassiti. Parola dell’Arpac, che ha depositato in Procura le sue conclusioni sulle analisi effettuate dopo il sequestro operato nell’area del vecchio stabilimento della Ristorò, qualche anno fa interessato da un incendio. La visita dell’Arpac e dei carabinieri del Nas risale allo scorso 10 aprile, quando erano stati portati via alcuni contenitori presenti in una vasca, per sottoporli ai necessari accertamenti. L’esito segna oggettivamente un punto a favore per l’azienda nell’inchiesta che da alcuni mesi il sostituto procuratore Miriam Lapalorcia ed i finanzieri del Nucleo di polizia tributaria stanno conducendo sul servizio di mensa scolastica, affidato alla Ristorò. Si tratta di un’indagine che, come Ottopagine ha evidenziato in più occasioni, è stata scandita fino a questo momento dalle escussioni di numerose persone informate sui fatti:  lavoratori (o ex dipendenti) della società, dipendenti comunali (tra loro Gabriele Corona di Altrabenevento, protagonista di una campagna che ha tenuto banco a lungo) e, infine, dirigenti scolastici. Tutti invitati a comparire come testimoni dinanzi al Pm o ai militari del tenente colonnello Luca Lauro con l’obbligo di dire la verità rispondendo alle domande poste. Nel mirino dell’attività investigativa sono finiti la qualità e la quantità dei cibi serviti ed il rispetto del capitolato d’appalto tra Comune di Benevento e Ristorò. Attenzione puntata, inoltre, sulle problematiche che hanno determinato lo stop del servizio di fornitura dei pasti, deciso dall'Asl, per le strutture dei pazienti psichici.Un accordo, quello tra l'impresa e Palazzo Mosti, peraltro chiamato a verificare nel tempo se tutto sia andato per il verso giusto ed in linea con quanto concordato, articolato in più punti. Che affronta il versante della preparazione e del confezionamento dei cibi secondo precise indicazioni. Che impegna “all'uso di prodotti freschi, ad esclusione dei prodotti ittici che possono essere anche surgelati”. Che “non consente l'uso di prodotti congelati e di precotti surgelati o che abbiano subito altro processo di conservazione a lungo termine”. Argomenti rispetto ai quali la Ristorò ha sempre rispedito al mittente ogni accusa. Lo ha fatto rivendicando la bontà e la tracciabilità degli alimenti serviti ai piccoli, e la completa aderenza a ciò che nel capitolato è previsto. Confortata anche dalle valutazioni espresse da un nutrizionista incaricato dall'ente pubblico, che ha escluso l’uso di cibi precotti. Una linea di correttezza ulteriormente ribadita lo scorso 27 maggio nelle dichiarazioni spontanee rese da Maria Rosaria Favino, amministratore della Ristorò, una delle quattro persone chiamate in causa, in concorso, per le ipotesi di reato di somministrazione di alimenti nocivi per la salute e frode nelle pubbliche forniture. Accompagnata dall'avvocato Marcello D'Auria, Favino aveva fornito, anche attraverso la produzione di documenti, una serie di chiarimenti sulla vicenda. Un confronto nel corso del quale era stato affrontato anche il caso della pasta e ceci che l'azienda sostiene di aver preparato e poi gettato via perchè i legumi non erano cotti, e non per la presenza di vermi, come invece evidenziato dalla denuncia di Altrabenevento, cui era seguito un video del Corriere.it.  Enzo Spiezia



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