• MERCOLEDÌ 2 DICEMBRE 2020 - S. Bibiana vergine e martire

«Il calcio a San Giorgio del Sannio non è morto»

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San Giorgio del Sannio.  Il comunicato ufficiale aveva parlato chiaro, il San Giorgio era stato dichiarato inattivo. Questo è un dato di fatto. La novità, comunque, è che il calcio nel centro sannita non morirà perchè, sotto traccia, un gruppo di persone hanno pensato bene di cominciare un nuovo percorso per ridare lustro alla gloriosa società. “La dichiarazione di inattività – inizia il presidente Gianluca Boniello – è stata un'azione doverosa, un cambio generazione doveva esserci. Si tratta di passaggi che vanno fatti per ripartire. Non è stato un atto vi cattiveria ma solo un processo di rigenerazione. A San Giorgio il calcio continuerà ad esistere, c'è una nuova società, l'Asd San Giorgio del Sannio 1965, che richiama alla vecchia ed è questo il punto di ripartenza. Si parte con questo nome per rispetto del presidente Gatti, una persona eccezionale. Questo atto è stato fatto anche per chi ha lavorato per anni in maniera trasparente e passionale e bisogna riconoscere loro il lavoro di tanti anni. Lo sport continuerà a esistere e vogliamo essere protagonisti insieme al San Giovanni per rigenerare questo sport che ha bisogno di una rimodellata per far emergere i valori veri. Come presidente è una promessa che voglio fare, specie in un periodo in cui sono uscite storie strane”. Il San Giorgio del Sannio riparte dal torneo di Terza categoria ma non è questa l'unica novità. “Sta rinascendo anche il settore giovanile ed è un primo passo. Giocheremo sul campo comunale di San Giorgio e questa è una dimostrazione di apertura da parte dell'amministrazione e del gestore della struttura che ringraziamo apertamente. Proprio questo aspetto è importante. Dopo anni di scaramucce, il clima adesso è di grande distensione. Allo stesso tempo però, una cosa deve essere chiara. Non voglio interferenze con i vecchi soci né voglio che vengano fatte dichiarazioni a nome dell'attuale società. Ognuno parli per se e si assuma le responsabilità”.   Fabio Tarallo          



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