• VENERDÌ 23 APRILE 2021 - S. Adalberto vescovo

Il 52enne ritrovato sul Calvario: "Ero disperato, perdonatemi"

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Ariano Irpino.    Un momento di fragilità legato alla mancanza di un lavoro e alla sua difficile situazione economica ha spinto il 52enne di Ariano Irpino ad allontanarsi da casa per alcune ore fino a far temere anche il peggio. Nel messaggio lasciato alla moglie, vi era tutta la disperazione di un padre di famiglia finito sul lastrico, impossibilito a pagare un mutuo, bollette e quant’altro. L’uomo dopo aver parcheggiato la sua auto nel Silos Calvario ha scelto un posto nella parte alta della struttura ed è li che ha trascorso il suo tempo dalle sedici in poi. Qualcuno aveva anche notato la sua insolita presenza in quel luogo  senza però dare troppa importanza al caso. Prima del Calvario con ogni probabilità aveva girovagato in auto, fino alla zona di Melito Irpino, dove si erano concentrate le ricerche da parte dei carabinieri essendo stato localizzato il suo cellulare in quella zona in prossimità di un ponte. Un pomeriggio di grande apprensione per moglie e figli. Il telefono del 52enne continua a squillare ripetutamente vuoto, in tanti cercano di stabilire un contatto ma senza esito alcuno. Alle 20.20 la svolta, l’uomo, si rivolge ad un poliziotto, l’assistente capo Augusto Masuccio, suo amico d’infanzia e svela di trovarsi sul colle Calvario. Viene raggiunto immediatamente sul posto. L’agente insieme al collega Giuseppe Riccio provvedono ad accompagnarlo negli uffici del Commissariato di Polizia Ciriaco Di Roma al fine di tranquillizzarlo ed avviare un dialogo. Della situazione viene informata passo passo il Vice Questore  Maria Felicia Salerno, che nel pomeriggio, aveva diretto proprio in centro, tra via Calvario e via D’Afflitto un’operazione di polizia unitamente al Monopolio di Stato.  Alla fine poco prima delle 22.30 sono stati i due assistenti capo, dopo averlo rincuorato e tirato su di morale, ad accompagnarlo da moglie e figli. Una storia a lieto tra lacrime e abbracci, che si spera possa far riflettere le istituzioni, sempre più distratte di fronte a questa incalzante richiesta di lavoro, che spinge purtroppo tante persone a compiere anche gesti estremi in momenti di difficoltà estrema e forte disperazione. Gianni Vigoroso



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