• SABATO 26 SETTEMBRE 2020 - S. Damiano Martire

Gestioni virtuose e conti in rosso

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Si avvicina una nuova stagione di penalizzazioni. La Lega Pro sembra non riuscire proprio a farne a meno. D’altro canto la crisi colpisce tutti e per chi con qualche peripezia riuscirà ad iscriversi al prossimo campionato sarà quasi inevitabile presentarsi ai nastri di partenza al pari con tutti gli altri. Il momento difficile accomuna tutti, dal nord al sud. Il primo step per evitare qualche meno in classifica era fissato per la giornata di ieri: bisognava attestare l’avvenuto pagamento degli stipendi di giocatori e dipendenti almeno entro aprile. E’ risaputo che, al di là del disimpegno del presidente Vigorito dal calcio e dalla società giallorossa, ogni scadenza è stata rispettata con precisione, tanto da poter condurre senza intoppi alla data fatidica del 30 giugno, quando il Benevento, come le altre società, dovrà far pervenire in Lega l’iscrizione e la fideiussione di 400mila euro. Niente da fare invece per Varese, Venezia, Savona, Ischia, Reggina, Barletta. Nella migliore delle ipotesi la loro stagione inizierà con un ‘meno’ in classifica, anche se per alcune di esse c’è solo da affidarsi al buon Dio. Un paio di società hanno già alzato bandiera bianca. Il Monza ha visto andare deserta anche la quinta asta fallimentare, non c’è più tempo per far nulla. I curatori hanno deciso per un’asta supplementare per lunedì 29, nella quale saranno messi in vendita solo il marchio e il patrimonio immobiliare, non il titolo di Lega Pro, che a questo punto va considerato perso. Chi prende il marchio deve sperare che la squadra possa essere ammessa in D con un bell’esborso (300mila euro). Non siamo ancora alla bandiera bianca esposta fuori la sede, ma manca davvero poco per Barletta e Venezia. Le due società non danno segni di vita, l’iscrizione sembra una chimera. A Reggio Calabria Lillo Foti punta a completare tutto entro il 14 luglio, data ultima indicata per la presentazione della fideiussione. Penalizzazione ienvitabile, ma ormai la Reggina non ci fa neanche più caso. Caso a parte quello del Matera. La società lucana partirà con un pesante -4, ma non per inadempienze finanziarie, bensì per un illecito consumato nel campionato di serie D 2013/14. La Lupa Castelli Romani, dopo l’arresto del suo presidente, ha trovato l’escamotage giusto per continuare a vivere. Si trasferirà a Rieti e lascerà quasi tutto nelle mani della società reatina, che chiederà alla Lega Pro di trasformare la denominazione sociale da Lupa Castelli Romani in Ac Rieti 1936. frasan



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