• SABATO 11 LUGLIO 2020 - S. Benedetto abate

Da Sambiase ad oggi. Loading 100%: Bentornato vecchio alleato

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Sono trascorsi cinque anni, undici mesi e cinque giorni. Un'attesa lunga, troppo lunga. Un'assenza pesante, un vuoto da riempire, una storia da riportare a casa. Cinque anni, undici mesi e cinque giorni dopo, il vecchio logo e la denominazione U. S. Avellino 1912 faranno ritorno sulle casacche biancoverdi, che da oggi tornano ad essere più ricche. Più belle. Gli sforzi in termini economici e in fase di negoziazione tra le parti sono stati ricompensati. Ci sarà un alleato in più al fianco dell'Avellino che tra poco più di due mesi si confronterà con il diciassettesimo campionato di Serie B della sua storia ultracentenaria. Un triste passo indietro - L'estate del 2009 nasce in un'atmosfera pesante. L'aria è irrespirabile e non è sicuramente tutto merito del caldo. L'U.S. Avellino 1912, al termine dell'ennesima sciagurata stagione in Serie B, è ad un passo dal fallimento. La famiglia Pugliese non ha nessuna intenzione di iscrivere la squadra in Serie C. L'Avellino è solo. Solo con i suoi tifosi. Che il 18 giugno scendono in massa per le strade della città per cercare di salvare storia, categoria e futuro. Il lungo fiume di speranza si ferma nei pressi del Comune di Avellino. Si chiede a gran voce l'intervento delle istituzioni. È periodo di elezioni (bisogna nominare sindaco e presidente della Provincia) e l'U.S. Avellino 1912 diventa protagonista delle speculazioni dei politici. Il sindaco dell'epoca, Giuseppe Galasso si dice fiducioso e che presto tutto si risolverà per il meglio. Massimo Preziosi, il suo oppositore, propone una polisportiva in stile Barcellona. Intanto il tempo stringe, passa, vola, ma di azioni concrete neanche l'ombra. Le tante, troppe parole pronunciate nel corso delle settimane restano semplici parole. L'appello dei tifosi cade nel vuoto. È il 10 luglio del 2009. L'U.S. Avellino 1912 non c'è più. Nuovo corso - La notizia della scomparsa del calcio ad Avellino getta nella disperazione migliaia di tifosi. Bisogna ripartire da zero, dalla Serie D, con una nuova società e soprattutto da un nuovo logo, una nuova denominazione sociale e una nuova matricola. E questo crea immediatamente una spaccatura nell'ambiente del tifo biancoverde. C'è chi è pronto a seguire l'Avellino a prescindere dalla categoria e chi decide che senza logo, denominazione e matricola storica non ha alcun senso seguire ancora il calcio ad Avellino. Tra le due parti si pone un buon numero di supporters in dubbio. Il 22 agosto 2009 è la prova del nove. L'Avellino.12 (che poi diventerà A. S. Avellino 1912) fa il suo esordio nel panorama calcistico italiano contro la Forza e Coraggio, per il primo turno della Coppa Italia di Serie D. Sugli spalti del Partenio-Lombardi più di tremila spettatori. Tifosi e curiosi si mescolano tra loro. Col Sapri, dopo la trasferta di Sambiase, ce ne saranno di meno. La domenica si superano a fatica le ottocento, mille presenze. Poi pian piano la Curva Sud inizia a riempirsi. Contro il Milazzo, nel match che avrebbe potuto regalare il primato alla truppa di Marra, sono in 6000. A Matera, contro la Rossanese, in 1500. Intanto il vecchio logo viene pignorato da Equitalia e messo all'asta. Al primo appuntamento fissato il 28 giugno del 2010 il prezzo d'asta è di 150 mila euro: non si presenta nessuno. Accade lo stesso in quelle a seguire. Nel frattempo l'Avellino grazie a due ripescaggi riconquista la Serie C, ora chiamata Lega Pro, persa due anni prima. Prima la salvezza nel 2012. Poi un campionato da vertice che spiana la strada al ritorno in Serie B. L'asta della discordia - Il 21 marzo del 2013, presso il Tribunale di Avellino, va in scena l'ultima asta fallimentare utile a poter acquistare il logo e la denominazione dell'U.S. Avellino. Si presentano in quattro: l'A.S. Avellino, Mario Dell'Anno, Ciro Picone e Rocco Guerriero. Gli ultimi due si fermano prima. È corsa a due e a spuntarla, a sorpresa, è Mario Dell'Anno storico esponente della Curva Sud Avellino. Il logo è suo grazie ad un'offerta di 130 mila euro. Il presidente Walter Taccone arriva fino a 125 mila euro, poi abbandona polemicamente l'asta. Furioso abbandona il Tribunale: "Fino a quando sarò io presidente, il logo non comparirà sulle maglie dell'Avellino"Fine delle polemiche - Il muro contro muro messo in piedi nel giorno dell'asta, da persone serie e intelligenti, viene messo da parte con il passare dei mesi. Le posizioni iniziali dei due contendenti lasciano il posto a dialoghi e parole distensive. Il 25 febbraio 2015 l'Associazione per la storia, onlus fondata da Mario Dell'Anno, e il Direttivo Curva Sud Avellino trovano l'accordo per riportare il vecchio logo e la denominazione "Uesse" sulle maglie biancoverdi. Il 5 marzo, nella sala conferenze di un Hotel de la Ville colmo di tifosi in festa, il passato abbraccia il presente. La "storia" passa in comodato d'uso gratuito all'Avellino che detiene il diritto al rinnovo per altri cinque anni. È la fine di un incubo sportivo durato quasi sei anni. Loading 100%: Bentornato vecchio alleatoCarmine Roca



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