• MARTEDÌ 20 APRILE 2021 - S. Agnese da Montepulciano

Cunicoli in Piazza Libertà e senso unico nel tunnel: è caos

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Avellino.  Cambiamenti in vista per Piazza Libertà e tunnel. Questa mattina al Comune la riunione della Commissione urbanistica presieduta dal consigliere Antonio Genovese. Presenti Dino Preziosi e Giancarlo Giordano per l’opposizione e Geppino Giacobbe per la maggioranza. Al tavolo anche gli assessori Marietta Giordano e Costantino Preziosi, il dirigente del Settore Lavori Pubblici Luigi Cicalese e alcuni tecnici di Palazzo di Città.  All’ordine del giorno, dunque, lo stato dell’arte delle due principali opere in corso di esecuzione nel capoluogo e le relative modifiche progettuali che pare debbano essere apportate. «Vogliamo capire cosa sta succedendo - ha spiegato Dino Preziosi - in quanto da alcune settimane si sta parlando insistentemente di novità rispetto ai progetti approvati nelle commissioni congiunte Urbanistica e Lavori Pubblici, e per quanto concerne Piazza Libertà si sono registrate addirittura le dimissioni direttore dei lavori. Stamane, poi, durante il confronto sono venuti fuori anche dei cunicoli tufacei che la Soprintendenza avrebbe raccomandato di salvaguardare. Da qui la mia prima perplessità: se ci mettiamo sopra una soletta di cemento per tombarli come li tuteliamo e valorizziamo? Una operazione del genere avrebbe un senso se si potesse poggiare un vetro sopra per farli vedere. Invece, apprendiamo che su questo aspetto la modifica sarebbe quella di utilizzare la pietra bianca per coprirli ma con uno spessore minore: da 14 a 10 cm. Mi sembra una cosa ridicola se affrontata in questo modo. Tra l’altro diminuendo lo spessore del materiale ci sarebbe un risparmio economico e quindi denaro da investire su altre parti dell’intervento.  Per il momento sembra essere stata raggiunta un’intesa sul fatto che questi cunicoli non devono essere otturati, così come c’è pieno accordo sul posizionare dei dissuasori nelle traversine alle spalle Provincia per non permettere l’accesso di veicoli sulla piazza». Altra questione in discussione è stata quella relativa al tunnel. «Sempre questa mattina - ha continuato Preziosi - abbiamo appreso che il sottopasso avrà una sola corsia di marcia, non si capisce in quale senso, e che il transito sarà interdetto agli autobus e ai camion. A questo punto, dobbiamo augurarci che non prenda mai fuoco una macchina perché credo che anche l’autobotte dei pompieri non possa passare. Insomma, questo sottopasso che sta ammazzando la città, non è più collegato al parcheggio interrato e sarà anche a senso unico a cosa serve più? L’ultimo paradosso è che si sta pagando la ditta che era stata incaricata perché non si fa l’area di sosta sotterranea. Mentre ora viene fuori che che il palazzo realizzato in piazza ha i pali delle fondamenta e probabilmente i garage al di sotto dell’asse comunale. Ma perché l’amministrazione non ha verificato queste cose? Ecco cosa ha portato ad un minore spazio per la carreggiata, rispetto al progetto originario, e alla scelta della giunta del senso unico di marcia. Ora, se questo va da San Tommaso in direzione del centro l’infrastruttura può avere ancora una sua utilità. Ma se, al contrario, va da Piazza Kennedy al Mercatone, tratto che in superficie fa registrare un traffico risibile, davvero il tunnel non ha più senso».  Non è ancora chiaro, inoltre, se e come saranno redatte le perizie di variante di cui tanto si parla. «La cosa certa - ha dichiarato l’esponente dell’opposizione - è che i due chioschi per le attività commerciali su Piazza Libertà saltano e la scala di sicurezza che dal sottopasso esce sull’agorà è stata ripescata dal cassetto e dovrà essere ripristinata. Intanto, più di una perplessità sorge sul traffico superficiale dei mezzi pesanti. Piazza Garibaldi non è stata ancora collaudata per il transito degli autobus, dall’altro lato l’area sarà pedonalizzata, l’unica strada che ci resta è via Cascini: dunque arrivati lì bisognerà girarsi indietro e arrivare a San Tommaso. Solo così si potrà collegare quella zona con l’altra parte della città. E tutto ciò mi sembra davvero assurdo…». Alessandro Calabrese    



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