• LUNEDÌ 3 AGOSTO 2020 - S. Pietro vesc. di Anagni

Culle vuote e giovani in fuga: il Sannio perde 1.500 abitanti

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Benevento.   Borghi che si svuotano e culle sempre meno occupate. E senza gli stranieri andrebbe anche peggio. Il bilancio demografico pubblicato oggi dall'Istat rappresenta per il Sannio l'ennesima conferma di un andamento ormai consolidato. Lo spopolamento è una realtà con la quale fare i conti, il problema dei problemi che dimostra l'urgenza dei proclamati progetti di rilancio territoriale. I numeri certificati dall'Istituto nazionale di statistica attestano che nel 2014 la provincia di Benevento ha perso altri 1.442 residenti (lo 0,5 per cento del totale) scendendo da 283.763 a 282.321 abitanti. Un risultato frutto delle cattive performance individuali registrate dalla gran parte dei comuni sanniti che hanno chiuso in rosso i propri bilanci anagrafici del 2014. Non fa eccezione il capoluogo Benevento che nell'ultimo anno è sceso da 60.770 a 60.504 residenti. Difficoltà che non è esclusivamente sannita ma accomuna le aree interne della regione. Le presenze in Irpinia nella scorsa stagione sono diminuite di ben 2.278 unità (lo 0,53% della popolazione), toccando adesso quota 427.936. La stessa città di Avellino è in passivo con una perdita annua di 277 residenti (popolazione attuale: 55.171). Diversificato invece il quadro nella fascia costiera. Le province di Salerno e Caserta hanno visto crescere la propria popolazione rispettivamente di 3.024 e 1.501 unità, Napoli invece ha visto partire ben 9.241 residenti. Anche per quanto riguarda le città, alla notevole crescita di Salerno (+1.718 abitanti; + 1,3%) fanno da contraltare le debacle di Napoli che perde l'un per cento della popolazione scendendo a 978.399 unità, e Caserta (76.887 abitanti: - 212 residenti). Numeri che appaiono ancor più significativi se letti in considerazione di un dato: in tutte le province campane nel 2014 è aumentata la presenza di cittadini stranieri. Bassa la crescita a Benevento (+ 156 unità) dove i cittadini di altre nazionalità sono 6.863, più consistenti i contingenti stranieri ad Avellino (11.801), Caserta (41.515), Salerno (48.573), Napoli (108.751). E dunque senza gli innesti esterni il saldo sarebbe ulteriormente deficitario. La spiegazione chiaramente è nella diminuita capacità attrattiva dei territori che non riescono a trattenere fette sempre più ampie di popolazione, giovani in particolare. Ed in tale contesto non può sorprendere un altro responso del dossier Istat: il numero dei neonati è in costante calo. Nel 2014 nel Sannio si sono contati 2.027 fiocchi rosa e azzurri contro i 2.182 dell'anno precedente: un autentico crollo. Situazione analoga ad Avellino dove i bebè sono scesi a 3.075 da 3.244, mentre perdono molto meno (in rapporto alla popolazione) le province di Caserta, Napoli e Salerno. Paolo Bocchino  



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