• SABATO 11 LUGLIO 2020 - S. Benedetto abate

Condannato il custode del cimitero di Arpaia

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Benevento.   Lui è stato condannato, lei assolta. È la sentenza pronunciata intorno a mezzogiorno dal Tribunale al termine del processo a carico di Vincenzo D'Onofrio, custode del camposanto di Arpaia e la moglie Maria Concetta Sais.
In particolare il Tribunale ha inflitto a D'Onofrio la pena di 4 anni, riconoscendolo responsabile di estorsione (così è stata qualificata l'iniziale accusa di concussione), violenza privata ai danni del parroco e resistenza a pubblico ufficiale. Per D'Onofrio, assolto perchè il fatto non sussiste dalle altre accuse, l'interdizione dai pubblici uffici per la durata della pena e il risarcimento dei danni da liquidarsi in separata sede in favore del parroco, parte civile con l'avvocato Marcello D'Auria. Assolta, invece, perchè il fatto non sussiste, Maria Concetta Sais che rispondeva solo di minacce.
La vicenda ruota attorno ad una somma di denaro che D'Onofrio avrebbe chiesto ad una persona per riesumare un suo congiunto defunto e ai comportamenti che avrebbe mantenuto nei confronti del sacerdote. Nell'indagine erano stati coinvolte anche alcuni amministratori di Arpaia chiamati in causa per l'assunzione di D'Onofrio come custode. Ma tutti erano stati prosciolti per questo filone dal giudice dell'udienza preliminare. D'Onofrio e Sais sono stati difesi dall'avvocato Vittorio Fucci, che ne aveva proposto l'assoluzione. Il pm Nicoletta Giammarino aveva chiesto l'assoluzione della donna e la condanna di D'Onofrio ad un anno per violenza e resistenza, e l'assoluzione dagli altri capi d'imputazione. Esp



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