• VENERDÌ 27 NOVEMBRE 2020 - S. Valeriano vescovo

Che aria strana, stamattina, a Benevento

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Benevento.  Si respirava un'aria strana, stamattina, a Benevento. La sensazione: una città con il fiato sospeso. Trattenuto in attesa di vedere come sarebbe andata a finire. Una comunità comprensibilmente intrappolata dalla paura, intimorita dalle scene viste ieri. Un disastro che ha fatto conquistare al Sannio anche la ribalta nazionale. Che nessuno avrebbe voluto per il dramma che si è abbattuto sulla vita di tantissime persone. Chi ha perso la casa, chi la propria attività commerciale. Momenti durissimi, non sarà semplice risollevarsi e venirne fuori. E non solo nel capoluogo. Perchè anche intere fette della provincia sono state devastate dalla furia dell'acqua. La caccia ai responsabili, ora, non serve. Serve che ognuno faccia sentire la propria vicinanza a quanti sono stati travolti dal nubifragio. Servono azioni concrete, non la solita e retorica declamazione delle cose che bisognava fare e, purtroppo, non sono state fatte. L'elenco è lungo in una terra a forte rischio idrogeologico. Lo si capisce solo quando si è costretti a fare i conti con i danni, con la perdita di vite umane. Forse è per questo che stamattina, a Benevento e anche in tanti altri centri, si respirava un'aria strana. Di attesa mista a speranza. Quella che, una volta calata l'attenzione degli organi di informazione, nessuno venga lasciato solo. Abbandonato al suo destino. Enzo Spiezia



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