• SABATO 26 SETTEMBRE 2020 - S. Damiano Martire

C'è la crisi? Le famiglie diventano sempre più ricche...

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Benevento.  Vedere il proprio conto in banca crescere di anno in anno. Condizione tipica di un ciclo economico favorevole, si dirà. E invece proprio la crisi ha generato un considerevole aumento del monte depositi di famiglie e imprese sannite. Un dato solo apparentemente paradossale quello contenuto nel dossier “L'economia della Campania” pubblicato nei giorni scorsi dall'ufficio studi della Banca d'Italia. In realtà proprio la perdurante congiuntura economica negativa ha fatto sì che i risparmiatori accentuassero la tendenza alla accumulazione di riserve, rispondendo a un meccanismo difensivo tipico delle fasi meno floride. Il che evidentemente non può essere considerato un segnale incoraggiante dal momento che se da un lato i maggiori depositi consolidano le posizioni individuali di famiglie e aziende, dall'altro il minor volume di risorse investite determina una generale condizione di impoverimento economico, con gli effetti che ormai sono ben noti. Ma torniamo al responso per certi versi curioso fornito dall'analisi di Bankitalia nel suo monitoraggio della condizione socio-produttiva regionale. Tutte le province campane hanno visto aumentare lo stock di depositi bancari di famiglie e imprese negli ultimi tre anni. Nel Sannio si è passati dai 4 miliardi e 47 milioni del 2012 agli attuali 4 miliardi e 330 milioni. Lo stesso è avvenuto in Irpinia salita da 7,7 a 8,2 miliardi, nel Casertano (da 10,8 a 11,7 miliardi), e nelle province di Salerno e Napoli, rispettivamente giunte a quota 16 miliardi e 41,1 miliardi contro i 14,9 e 38,3 miliardi di due anni fa. Nel complesso in Campania si è saliti dai 75,7 miliardi affidati agli istituti di credito nel 2012 agli 81,4 miliardi in cassa a fine 2014. Un fenomeno come dicevamo assolutamente spiegabile con la attuale fase recessiva che vede purtroppo la Campania tra le regioni più esposte. Lo conferma peraltro un ulteriore dato che emerge dallo stesso report di Bankitalia, quello relativo ai prestiti concessi dalle banche a famiglie e attività imprenditoriali. Dal 2012 ad oggi sono calati gli stock di risorse messi a disposizione dei richiedenti, scendendo dai 78 miliardi complessivi di due anni fa agli attuali 75. Tre miliardi in meno dunque in circolo nell'economia campana, basterebbe questo a spiegare molte cose. Nel dettaglio, in provincia di Benevento il volume dei prestiti è sceso da 2 miliardi e 788 milioni del 2012 a 2 miliardi 640 milioni. Stesso trend in Irpinia (da 4,6 miliardi a 4,5 miliardi), Caserta (da 9 miliardi a 8,8) Salerno (da 14,3 a 14 miliardi) e Napoli (47,3 miliardi nel 2012, 44,9 nel 2014). E del resto le conclusioni del dossier curato dalla sede regionale della Banca d'Italia non lasciano spazio a molti dubbi: “La Campania nel 2014 era ancora in recessione – sentenzia il dossier – Nel 2014 L’anno il Pil regionale si è ridotto del 1,9%, ancor più dell’anno precedente (-0,6%). Ne è un segnale inequivocabile l’ulteriore caduta al Sud dell’occupazione (-1,2%), accentuata rispetto al - 0,4 del 2013. Di conseguenza è aumentato il tasso di disoccupazione che tra i giovani è arrivato al record del 56%”. Tra le poche voci in attivo c'è il turismo che ha visto aumentare gli arrivi anche nel 2014 con un incremento del 6,2%. Paolo Bocchino



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