• GIOVEDÌ 24 SETTEMBRE 2020 - S. Pacifico da S. Severino

Attentati, il racconto giornalistico e i tempi di un'indagine

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Benevento.  Quale sia la matrice e se sia unica, lo chiariranno le indagini. Se esista un filo rosso che attraversa i tre attentati registrati negli ultimi giorni ai danni di altrettanti commercianti, emergerà dall'attività degli investigatori. Con tempi inevitabilmente più lunghi rispetto a quelli di un racconto giornalistico. Che si nutre di dati oggettivi, della raccolta di testimonianze e dell'incrocio con ciò che custodisce l'archivio. Che restituisce precedenti, tecniche e modalità delle intimidazioni. Un'inchiesta corre su un altro binario: inizialmente è parallelo a quello della cronaca di un giornale, poi lo lascia. Inevitabilmente. Perchè, un'ipotesi che può diventare patrimonio comune, ha bisogno, sul piano giudiziario, di un lavoro molto più profondo. Che punta a ricercare ogni elemento utile alla definizione di una pista piuttosto che di un'altra, ad acquisire un livello almeno sufficiente di indiziarietà. In soldoni: un conto è disquisire su possibili mandanti, esecutori e strategie, un altro è inchiodare alle responsabilità (che restano sempre presunte in attesa del giudizio pronunciato a più livelli) persone che si ritiene possano aver svolto un ruolo nelle vicende. Insomma, a nulla servono le indagini che prefigurano scenari che si dimostrano inverosimili o condotte sotto la pressione dell'opinione pubblica. Serve, al contrario, un'opera paziente che sappia mettere insieme tutti i tasselli di un mosaico. Completandolo in modo compiuto, supportandolo concretamente. Così da renderlo funzionale all'unico traguardo che inquirenti e forze dell'ordine devono tagliare: risalire a chi ha intimidito i titolari dei negozi presi di mira e al movente che li ha spinti a farlo. L'estorsione è con l'usura uno dei marchi di fabbrica della nostra provincia. Un fenomeno criminoso che resiste a blitz ed arresti, odioso per chi è costretto a subirlo. A nulla serve il silenzio, la speranza di poterla sfangare magari con l'aiuto 'giusto'. Va denunciato. Sempre. Per evitare che le cronache si arricchiscano di ulteriori episodi, per aiutare quanti, per professione, sono chiamati ad investigare. n altro è inchiodare alle responsabilità (che restano sempre presunte in attesa del giudizio pronunciato a più livelli) persone che si ritiene possano aver svolto un ruolo nelle vicende. Insomma, a nulla servono le indagini che prefigurano scenari che si dimostrano inverosimili o condotte sotto la pressione dell'opinione pubblica. Serve, al contrario, un'opera paziente che sappia mettere insieme tutti i tasselli di un mosaico. Completandolo in modo compiuto, supportandolo concretamente. Così da renderlo funzionale all'unico traguardo che inquirenti e forze dell'ordine devono tagliare: risalire a chi ha intimidito i titolari dei negozi presi di mira e al movente che li ha spinti a farlo. L'estorsione è con l'usura uno dei marchi di fabbrica della nostra provincia. Un fenomeno criminoso che resiste a blitz ed arresti, odioso per chi è costretto a subirlo. A nulla serve il silenzio, la speranza di poterla sfangare magari con l'aiuto 'giusto'. Va denunciato. Sempre. Per evitare che le cronache si arricchiscano di ulteriori episodi, per aiutare quanti, per professione, sono chiamati ad investigare. Enzo Spiezia



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