• MERCOLEDÌ 25 NOVEMBRE 2020 - S. Caterina vergine e martire

Atripalda aspetta Marcello. «Ciao Marcè, come te nessuno mai»

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Atripalda.  Atripalda aspetta il corpo di Marcello Cucciniello il 23enne morto una settimana fa in Thailandia in una vacanza che doveva essere il sogno di una vita e che, per una tragica fatalità di un destino ingiusto, si è trasformata in dramma. Marcello è morto a soli 23 anni mentre era in vacanza con un amico sull'isola di Koh Samui. Mercoledì il corpo sarà trasferito a Bangkok e giovedì partirà in direzione Roma dove l'agenzia funebre incaricata si occuperà del trasporto ad Atripalda. Con buona probabilità sarà allestita una camera ardente in paese.  La Santa Messa sarà celebrata presso la Chiesa del Carmine di via Roma  o nella Chiesa Madre di Sant'Ippolisto viste le migliaia di presenze che ci saranno per il rito funebre. Intanto nei giorni scorsi, la polizia locale thailandese è riuscita a rintracciare e fermare l'uomo sarebbe risultato alla guida del pick up che in una manovra di sorpasso in curva, avrebbe travolto e ucciso il giovane. A nulla era servito il casco di protezione indossato da Marcello. Troppo violento l'impatto. Intanto sul social scorrono ricordi e lacrime.  «Il fatto lo sai qual'è? È che proprio non riesco a rendermi conto di ciò che è accaduto... mi sembra tutto surreale, apro e chiudo la tua bacheca sperando di non trovare più alcun msg per te! Sperando di vedere un ennesima foto tua! Di vedere quella foto nostra dove ballavamo e ridevamo! Eh già perchè quel sorriso ti ha sempre contraddistinto! 
Eppure ancora ti vedo arrivare in pasticceria, con la tua smart... andare dentro, salutare i ragazzi, il caffè e poi ti volti, attraversi la strada e vieni a salutarmi», ricorda Federica. «Sai,cammino tra la gente e cerco in continuazione di trovarti...alcune persone mi ricordano te, ma io lo so...come te nessuno mai», dice Angelo, appuntando una frase veloce sulla bacheca di Marcello.
«Marcellino, ciò che ti ha sempre contraddistinto è stato il tuo sorriso, la tua capacità di trasmettere a quanti avevano modo di conoscerti l'allegria e il coraggio di affrontare qualsiasi vicenda.Ti confesso che ieri i miei occhi per un tratto hanno smesso di brillare, specialmente quando ho ripensato alle infinite giornate del Convitto, alle risate in piscina, agli attestati di stima che vicendevolmete ci scambiavamo. Tuttavia però, non posso permettermelo, in virtù di tutto il rispetto che ci siamo sempre mostrati..Oggi voglio rivolgerti il mio saluto terreno .Un abbraccio infinito da chi non avrebbe voluto mai che che un ragazzo come te partisse per un viaggio così lungo». Racconta Giovanni.  Siep



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