• DOMENICA 20 SETTEMBRE 2020 - S. Teodoro martire

Allegretti: "Il gruppo è sempre stato unito"

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Nel corso del campionato appena concluso, Riccardo Allegretti non è stato uno dei titolarissimi del Benevento, ma ha saputo dare il suo prezioso contributo fuori dal campo, mettendo al servizio della squadra tutta la sua esperienza maturata nel corso di 20 anni di carriera. L’ex centrocampista del Barletta si è “presentato” alla piazza solo il 16 maggio scorso, giornata in cui la Strega è stata eliminata dai play off per mano dello sbarazzino Como. In quel pomeriggio Allegretti ha giocato per tutti i novanta minuti, ma la sua ottima prestazione non è bastata per centrare la qualificazione alle semifinali: “Ci è mancato solo il gol. In termini di prestazione non siamo stati schiaccianti, ma bisogna dire che il Como non ha fatto molto più di noi. Quando si perde, purtroppo, bisogna saper accettare la sconfitta. Noi, comunque,  siamo consapevoli di aver fatto un grande campionato”. Per i tuoi compagni eri una sorta di leader. Che spogliatoio hai trovato? “Uno spogliatoio composto da bravi ragazzi che si sono impegnati quotidianamente per raggiungere l’obiettivo finale. Quando sono arrivato il presidente mi ha chiesto di essere disponibile a 360 gradi e, personalmente, sono cosciente di averlo fatto. Mi sono messo a disposizione di Brini e, successivamente, di Cinelli come un ragazzino. In ogni allenamento ho dato il massimo e questo l’ho dimostrato nella sfida contro il Como, quando ho saputo dare il mio contributo fino al novantesimo. Se non mi fossi mai allenato non avrei mai avuto tutti quei minuti nelle gambe. Sapevo benissimo che dovevo impegnarmi perché lo dovevo al presidente e ai miei compagni. Di Benevento porterò dentro ricordi positivi. Della piazza non posso parlare perché non l’ho conosciuta molto. Una parte della stampa, inoltre, poteva risparmiarsi qualche parolina nei miei confronti. Io non dovevo dimostrare niente a nessuno e rifarei la scelta di Benevento altre mille volte”. Nel momento nero successivo alla sconfitta di Salerno ci sono stati problemi all'interno dello spogliatoio? “Assolutamente no. Il gruppo è stato sempre compatto, soprattutto nei momenti di difficoltà. Capita che, nel corso di un campionato, una squadra non riesca ad avere un rendimento costante ed è altrettanto normale che la mancata vittoria porti a fare simili congetture. Ma vi dico che questo gruppo è stato sempre unito e voglioso di conquistare la serie B”. Con Brini non hai giocato molto, com’era il tuo rapporto con lui? “Positivo. Il mister aveva idee diverse che ho accettato. Lui mi ha voluto a Benevento, quindi è impensabile che ci siano stati dei dissapori tra noi. Purtroppo sono anche molto sfortunato, visto che quando dovevo giocare dal primo minuto contro il Catanzaro mi sono stirato. Il suo esonero? In quel momento avevamo bisogno di punti e occorreva una scossone. Se fossimo andati in B il presidente sarebbe stato etichettato come un “mago”, mentre con la mancata vittoria la gente pensa se la sua scelta sia stata negativa per il nostro futuro. Questo non lo so perché non lo prevedo, ma la serietà del presidente mi basta e avanza”. Come commenti il possibile cambio al timone della società? “Mi dispiace molto. Conosco poco Vigorito, ma so che riteneva il Benevento come una sua creatura. Il suo obiettivo era quello di portarlo in serie B e lo si capiva dalla sua costante presenza. Ha una grande passione per i colori giallorossi e il suo addio mi ha scosso molto”. Cosa puoi dirci del tuo futuro? “Ho ancora la passione e l’entusiasmo per giocare a calcio. Di sicuro mi trasferirò in una squadra vicino casa, perché l’esperienza di Benevento ha comportato notevoli sacrifici alla mia famiglia”.  Ivan Calabrese



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