• MERCOLEDÌ 19 MAGGIO 2021 - S. Crispino da Viterbo

Taglio alberi, nuovo affondo di De Iapinis contro l’amministrazione Mastella

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“Quei tagli che si consumarono il 7 e 8 marzo 2019 furono un’operazione di “macelleria urbana”. Paura? E’ solo paura? O forse quegli alberi sono indigesti come quei parenti scomodi di cui disfarsi? Fiumi di danaro scorrono sulla riqualificazione di viale degli atlantici e sulla ristrutturazione della cittadella degli uffici (decine di milioni di euro). Ci chiediamo: “Gli alberi potrebbero essere un impedimento ai cantieri?”. Ci domandiamo: “Se così fosse, eliminiamo bellezza, storia, ossigeno e fauna, per fare del viale degli atlantici un pianeta Marte senza vita? Che forse diano fastidio alle nuove tecnologie?” Sono cattivi pensieri?”. A scriverlo in una nota è Ambner De Iapinis, presidente del Movimento Benevento Città Verde. “Intanto – aggiunge – le lobbies sono in grande fermento ed è certo e scientifico: gli alberi assorbono le onde del 5G. Gli alberi, ricchi di acqua, assorbono le onde elettromagnetiche nella banda millimetrica, attenuano fortemente i segnali nella banda UHF e EHF che trovano ostacolo nel trasporto dati. In poche parole: gli alberi di grandi dimensioni fungono da barriera e di fatto rappresentano un vero e proprio ingombro per la diffusione del segnale. Il 5G ha bisogno di ambienti urbani puliti. Questo è certo! Lo certificano studiosi e scienziati. Sono solo dubbi? E che dire dei platani secolari della stazione Porta Rufina, quasi distrutti perché capitozzati, con il delegato al verde Giorgione che è restato silente, in spregio alle normative che vietano questa pratica e il regolamento al verde che la impedisce espressamente? Anzi, Giorgione è diventato il “difensore d’ufficio” su questi scempi commessi, rilasciando dichiarazioni alla stampa in cui afferma che tutto si è svolto nella più grande regolarità e dichiarando ancora che l’amministrazione non ha l’obiettivo di tagliare gli alberi, non avendo egli forse mai letto il regolamento al verde pubblico e privato e la delibera n.41 che dava di fatto il via all’abbattimento di circa 350 alberi così, tout-court. Comunque vada, speriamo ci penserà la magistratura a mettere di nuovo ordine su questi scempi contra legem perpetrati a danno della città e a fare giustizia su eventuali reati commessi da questi taglialegna. Intanto si aspettano, fiduciosi, le risultanze delle indagini sull’episodio dei tagli del 2019, che hanno prodotto, a nostro parere, alla città un danno di milioni di euro. Tanto valevano quegli alberi vivi (dati forniti da esperti internazionali). Il sottoscritto – spiega De Iapinis – fu l’autore dell’esposto sui tagli e della richiesta di verifiche generali sugli alberi, che di fatto diedero il via alle indagini. Il sottoscritto, e a livello personale, produsse la perizia del professor Sgherzi sulle ceppaie. Il sottoscritto è stato chiamato a deporre il 30 marzo scorso e, a seguire, l’ingegner Di Gennaro, anch’egli autore di esposti.  Oggi, a mio parere, bisogna prendere atto che vive una mala pianta in questa città, una sorta di oligarchia in salsa strapaesana, una politica che si sforza di essere un nuovo d’antiquariato, che corre a tutta velocità a marcia indietro nella storia contemporanea. E, per finire, penso comunque che Mastella sia l’ideologo di questa corrente di pensiero dell’abbattimento (in nome della paura) per adesso scongiurato. Le sue parole – conclude nella nota – hanno segnato il passo di questa lunga e triste storia tutta beneventana”. 



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