• VENERDÌ 7 AGOSTO 2020 - S. Gaetano sacerdote

‘Dalla segreteria provinciale agire poco democratico’: 5 giovani militanti attaccano il Pd

ATTENZIONE
Tutto il materiale presente in questo articolo è coperto da Copyright Ntr24.tv e ne è vietata la riproduzione, anche parziale.


“Per noi fare politica significa mettersi al servizio delle persone, ascoltare, comprendere e agire collegialmente per il bene comune. Ci teniamo a prendere le distanze dal metodo poco democratico di agire della Segreteria Provinciale perché non vogliamo apparire come complici; la verità è che fino ad ora siamo stati succubi di decisioni prese in sordina evitando il confronto con i membri (in particolare la base) del partito”. Inizia così la durissima nota di Paolo Cavallo, Vincenzo D’Arienzo, Stefano Orlacchio, Davide Mazzone e Michele Basilicata, in qualità di iscritti e militanti del PD ed in qualità di dirigenti GD di Benevento città, alla luce degli ultimi eventi – scrivono – che hanno visto “il partito protagonista in negativo”. “L’unica nota positiva – raccontano – è rappresentata dal Circolo Cittadino, che ci ha da subito accolto, in particolare per quel che riguarda eventi di matrice culturale, che spesso ci ha supportato e fatto sentire parte di una famiglia. Ma la natura delle cose comincia a prendere una diversa forma e anche se molti non capiranno, prendere posizione in questo momento è per noi fondamentale.  Abbiamo più volte chiesto di aprire una scuola di formazione in cui si possano acquisire le nozioni indispensabili per ricoprire al meglio incarichi amministrativi e le capacità gestionali occorrenti. Abbiamo più volte chiesto un metodo di selezione dei candidati, a tutti i livelli, meritocratico e trasparente. Il nostro lavoro nel Circolo Cittadino e nella giovanile (prima inesistente), il nostro impegno insieme agli altri ragazzi dimostra chiaramente quali sono i nostri valori, il nostro modo di agire e la passione che ci abbiamo messo partendo da zero senza l’aiuto di nessuno. I partiti non sono un mezzo per raggiungere fini personali, ma di aggregazione, partecipazione e azione, ovviamente in maniera democratica. Con profondo rispetto verso tutti gli organi, i militanti e gli iscritti, dal primo all’ultimo, abbiamo ritenuto doveroso esprimere il nostro disappunto perché è inaccettabile che all’esterno (e anche all’interno) il PD Sannita sia considerato un giocattolo nelle mani di pochi. Rivendichiamo – aggiungono – il rispetto di un elemento fondamentale dello Statuto del Partito Democratico: l’unità del Partito. La Segreteria Provinciale preferisce far prevalere metodi e forme di una “dittatura della maggioranza”, che non ha nulla a che vedere con ciò che dovrebbe essere una comunità politica, per lo meno come la intendiamo noi. Il rinnovamento c’è, la voglia di imparare, di mettersi in gioco e fare bene c’è; il PD può cambiare e deve prima di tutto cambiare da dentro. Noi ci siamo – concludono – e con noi tanti altri ed è ora che si sappia, prima che sia troppo tardi”.



Sannioportale.it