• SABATO 5 DICEMBRE 2020 - S. Saba abate

Per credere in Dio basta ascoltare Bach

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Gianfranco Ravasi, biblista, cardinale, uno degli uomini più colti del pianeta, chiamato da Ratzinger in Vaticano al ministero della Cultura, ha il dono di saper dare del tu a tutti. Merito della curiosità che lo porta ad indagare ogni campo del sapere, struggendosi in egual modo sugli ermetici testi di Amy Winehouse come sulle note di Arvo Part. Da quando è a Roma ha creato il «Cortile dei Gentili» dove far dialogare i potenti del mondo. In Senato, invece, ha appena presentato un documento sul fine vita che distilla le posizione della Chiesa per far ripartire il dibattito. Lui, intanto, sogna di andare in Iran e vorrebbe conoscere la Cina: le sue non sono colonne d'Ercole, ma pilastri di una consapevolezza: «Non sono geniale, ma un eclettico». Sarà, eppure ascoltarlo è già un poco credere. Credere che valga ancora la pena rallentare per capire e preferire sempre l'incontro allo scontro. Ad Expo, partendo dall'idea che metà del pianeta ha troppo cibo e non appetito e l'altra metà appetito ma non cibo, ha curato un padiglione che è una grande «tavola» di arte, storia e memoria per ricordare che non di solo pane vive l'uomo.La mancanza di cibo muove da sempre il mondo: i greci fondavano colonie, i nostri nonni partivano con le valigie di cartone, per non dire dell'esodo biblico.«L'uomo è per natura viator . La strada è la vita, come diceva Kerouac. La parola esodo è la categoria interpretativa del fenomeno. In epoca biblica fu la politica imperialistica di Ramses a scatenare le migrazioni, a volte guidate, a volte disperate. Mosè ha nome egizio, ha sposato una “faccia nera”, come definiscono sua moglie Zippora. Sarebbe uno straniero integrato, diremmo oggi. Eppure se ne deve andare».Come guarderemo fra un secolo a queste migrazioni?«Ora ...



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