• SABATO 28 NOVEMBRE 2020 - S. Rufo martire

Lazio Campione d'Italia. Italia campione di nulla nel Paese delle "Canaglie"

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Intanto che "illuminavano nei bidoni il fuoco le mignotte", "Roma si sta svegliando con una certa strafottenza". "La cordalenta del lungotevere indifferente a tutto" saluta un nuovo giorno dell'autunno 1971. A questo punto, il lettore ha già capito che Le canaglie (Sellerio, pagg. 354, euro 16) di Angelo Carotenuto è anche un libro di scrittura, che rimanda all'attore e poeta dialettale Pippo Tamburri, il Petrolini dell'Ottocento, alla ricercatezza barocca di Gadda, alla prosa scabra e rugosa di Pasolini, al ritmo sceneggiante di Sciascia. E se ne compiace, il lettore, perché di libri scritti ha gran bisogno, in mezzo a tanti libri semplicemente pubblicati.In copertina, ci sono tre uomini. Un pischello s'affaccia dalla porta di uno spogliatoio e guarda un omone con in mano un fucile. L'omone è Giorgio, detto "er Gobbo", e accanto ai suoi piedoni nelle scarpe da calcio non ancora allacciate ci sono altre scarpe da calcio, quelle dei suoi compagni-camerati, tutte in fila per due. Su una panchetta, il barattolo con il grasso e la spazzola, per lucidarle. E il terzo uomo? Non si vede, ma c'è. È quello che ha scattato la foto. Si chiama Marcello Geppetti e dopo le stelle della Dolce vita, all'inizio dei Settanta ritrae il buio della cronaca nera e i colori del calcio, pieno di zone grigie. Nel romanzo di ...



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