• GIOVEDÌ 21 GENNAIO 2021 - S. Agnese vergine

La cultura è in lockdown. "Così si danneggia anche la nostra anima"

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La porta di un museo si dischiude riversando quel caratteristico profumo del tempo. Oggi in quelle sale la prima percezione che ci pervade è la desolata solitudine. Mai è stato così evidente come quelle opere siano state realizzate per essere viste, apprezzate, studiate, condivise. Da mesi, invece, la "grande bellezza" di musei, teatri, biblioteche, cinema è negata a singhiozzo a colpi di Dpcm. Quel che rimane non è solo una calendarizzazione, per quanto bizzarra, ma un tragico messaggio sociale.Mentre il presidente Emmanuel Macron ha sancito la riapertura dei musei francesi dichiarando che "la cultura è essenziale per la nostra vita di cittadini", in Italia è posta sullo stesso piano dell'intrattenimento: al pari di una serata in discoteca o uno spritz con gli amici. Questo, in fondo, è il dato che rimane, un problema che la pandemia sta solo togliendo dall'ombra per metterlo in luce. Così, tra le righe dei vari decreti, si comprende l'effettivo peso dato alla cultura nel nostro paese. Per decenni il mantra di ogni dibattito dell'anti-politica culturale è stato "con la cultura non si mangia", finché si è compreso che anche nel settore culturale andasse effettuata la distinzione tra rendimento economico e finanziario e fatta una precisa programmazione duratura che coinvolgesse categorie ...



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