• SABATO 28 NOVEMBRE 2020 - S. Rufo martire

La campionessa di judo con il kalashnikov. "Adesso mi batto per il Nagorno Karabakh"

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"Sono qui con i miei fratelli per difendere la madre patria. E per una madre conta poco che tu sia uomo o donna". Fino a due settimane fa Sose Balasanyan vestiva il kimono da judoca e si allenava scalza in una palestra di Erevan, la capitale dell'Armenia. Ora calza anfibi da soldato, veste la divisa del Nagorno Karabakh, si muove - kalashnikov in pugno e binocolo al collo - tra i camminamenti di questa trincea. Ma qui non ci si gioca una coppa. E nemmeno un titolo europeo come quello che la trentenne Sose ha conquistato tempo fa. In queste trincee scavate a pochi chilometri dalle rovine di Agdam, la città fantasma abbandonata dagli azeri nei primi anni '90, ci si gioca la vita. E non solo. "Qui non è in ballo solo la mia sopravvivenza, ma quella del mio popolo e di tutto l'Artsakh, la terra degli avi riconquistata dai nostri genitori al prezzo del loro sangue e delle loro vite".Difficile darle torto. Appena trecento metri oltre questa cornice di reticolati, cavalli ...



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