• VENERDÌ 4 DICEMBRE 2020 - S. Barbara vergine

Herbert Huncke Il candido peccatore che inventò i «beat»

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Herbert Huncke fu l'inventore del termine beat nonché il vagabondo, ladro e tossicomane che ha diviso il cibo, l'abitazione e spesso la refurtiva con i massimi esponenti del movimento, da Kerouac a Ginsberg a Burroughs, i quali ringrazieranno il proto-beat citandolo nei loro versi o trasformandolo in uno dei loro personaggi. L'originale era, in parte, diverso: la sua autobiografia Guilty (Colpevole di tutto, Endemunde, pagg. 189, euro 14) ha il pregio di non offuscare il fondo di rispettabilità calvinista di un uomo che è riuscito a trascorrere undici anni in carcere senza rimanerne corrotto.Nato nel 1915 a Greenfield, nel Massachussets, Huncke si sposta ben presto nel Village di Chicago, dove viene iniziato all'eroina da un ermafrodito alto un metro e novanta «che abitava in un vecchio hotel vaudeville assieme a cinque minuscoli pechinesi, che lo veneravano». A partire dal 1934 percorre gli Stati Uniti in autostop o saltando sui treni. Ha i capelli lunghi, con quarant'anni di anticipo sulla moda, ma la sporcizia degli hoboes non lo attira: «Ci tenevo ad essere sempre pulito e in ordine. Portavo con me una scatola di sigari nella quale tenevo un paio di calzini, un fazzoletto, spazzolino e dentifricio, crema da barba e rasoio». Nel 1943, giunto a New York, sopravvive sulla 42esima strada convincendo i medici che ha bisogno di morfina, che poi rivende. ...



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