• SABATO 11 LUGLIO 2020 - S. Benedetto abate

Altro disastro di Conte Ora è allerta al Senato "Attenzione ai conti..."

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Dubbi per quanto riguarda la concessione di garanzie Sace a beneficio di industrie ed aziende italiane colpite dalla crisi economica originatasi a seguito dell'emergenza Coronavirus e del lungo periodo di lockdown. Con lo scopo di far ripartire il Paese, tramite il decreto Liquidità il governo intende venire in soccorso di tutte quelle imprese in difficoltà, promettendo finanziamenti fino a 200 miliardi di euro garantiti dallo Stato e gestiti da Sace S.p.a.Esaminato alla Camera, lo scorso 27 maggio il decreto ha ricevuto un parere positivo, ed è stato dunque presentato al Senato, tenuto ad esprimersi entro la prima settimana di giugno. Dopo aver attentamente analizzato il documento, i tecnici hanno manifestato seri dubbi in merito alle garanzie Sace, che potrebbero avere un forte impatto sui conti. Il rischio, fanno sapere dal Senato, è che questa forma di aiuto dello Stato possa trovare l'opposizione dell'Eurostat, ossia dell'Ufficio statistico dell'Unione europea.Fare più attenzione, dunque, è l'avvertimento del Senato.I tecnici proseguono poi spiegando che, per quanto concerne le modifiche apportate al decreto per garantire prestiti alle aziende ora in crisi, questi non determinano"in via diretta nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, in quanto alle ulteriori esposizioni si farà fronte nei limiti delle disponibilità dei fondi. Comporteranno tuttavia un più rapido utilizzo degli stessi (prestiti) e conseguentemente, la necessità di futuri rifinanziamenti. Tale circostanza è ancor più probabile per quelle operazioni che, per la loro maggiore rischiosità, richiederanno un maggiore assorbimento di detti fondi", si legge nel dossier del Servizio Bilancio, come riportato da "AdnKronos".A ciò si aggiunge anche il fatto che, secondo il parere dei tecnici del Senato, tali garanzie Sace sono considerate come "non standardizzate". Possono essere pertanto contabilizzate in termini di saldo netto, ma non in termini di indebitamento netto. "Si osserva comunque che non sembrerebbe ispirata a criteri di sufficiente prudenzialità l'assenza di stime di effetti sul fabbisogno (correlati all'escussione delle garanzie), soprattutto alla luce della sfavorevole situazione economica complessiva", aggiungono ancora dal Senato."La stessa inclusione nell'ambito della categoria delle garanzie non standardizzate potrebbe non essere condivisa in sede Eurostat, considerato che nel caso in esame si tratta presumibilmente di un numero molto ampio di garanzie sulle quali sarebbe possibile effettuare previsioni probabilistiche sulle percentuali di escussione delle garanzie e conseguentemente sull'impatto sui conti pubblici", proseguono nella loro analisi.



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