• SABATO 4 LUGLIO 2020 - S. Ulderico vescovo

Aiuti e bonus dal governo? Gli italiani in coda per la pasta

ATTENZIONE
Tutto il materiale presente in questo articolo è coperto da Copyright Ilgiornale.it e ne è vietata la riproduzione, anche parziale.


L'Italia della ripartenza è un mare in tempesta. Dove i sogni sono annegati e gli uomini rimangono a galla aggrappati alla speranza di un ritorno alla normalità. Nessuno a tendergli la mano e la mancanza di soldi che si fa sentire come un macigno sulla schiena.É una fila indiana che parla di disperazione quella che si protrae per qualche metro sul Viale dei Mille, a Firenze, e blocca l'ingresso della Chiesa dei Sette Santi. A un metro di distanza le une dalle altre, decine di persone attendono con pazienza il proprio turno per ricevere il pacco alimentare. Con l'emergenza sanitaria che ha fatto perdere il lavoro a migliaia di precari in tutta Italia il parroco di della chiesa fiorentina ha iniziato distribuire ai propri fedeli una busta della spesa. Una volta ogni 15 giorni. A chi non riesce ad arrivare a fine mese e senza aiuti rischia di morire di fame. "Distribuiamo beni di prima necessità. Pane, acqua, biscotti, omogenizzati a chi ha bisogno - ci spiega una volontaria della Caritas - il dispiacere è che spesso il cibo non basta per tutti e siamo costretti a mandare via le persone. La fila a volte arriva a circondare il palazzo è scioccante".Ore di attesa per un pacco di pasta. Per risparmiare quei pochi spiccioli che in questo momento fanno la differenza. Mentre lo Stato abbandona i cittadini che, giorno dopo giorno, vedono le promesse di un aiuto economico da parte delle istituzioni polverizzarsi nel labirinto della burocrazia c'è a chi non resta che aggrapparsi al buon cuore degli uomini di chiesa. "Facciamo carità in silenzio, senza farne un vanto". Ci spiega il Parroco che chiede di non essere ripreso e poi aggiunge "da quando le persone hanno saputo della nostra iniziativa il numero di richieste è triplicato. Sono tanti. Le persone hanno fame e non hanno soldi e noi non riusciamo ad aiutare tutti. Non voglio che la fila aumenti ancora perché mandare via le persone senza una busta è una sofferenza per me".Con passo lento e capo chino gli uomini avanzano lenti verso i volontari della Caritas che li attendono all'ingresso della parrocchia. É necessario compilare un foglio con i propri dati dove viene inserito anche il nominativo dei componenti della famiglia. Due chiacchiere con il prete che cerca di strappare un sorriso a tutti nonostante la sua prima domanda di routine faccia male al cuore: "Non lavora nessuno a casa?". I bambini per la mano sono il palliativo alla preoccupazione che troppo spesso toglie il sorriso. Giocano e ridono di gusto quando affondano il braccino nel cartone dei cioccolatini a forma di cuore.Più passano le ore e più i contenitori iniziano a svuotarsi. Le risorse di cibo si esauriscono alla velocità della luce e con loro la speranza degli ultimi della fila di riuscire a portare qualcosa alla propria famiglia. "Ogni volta finisce tutto e decine di persone sono ancora dietro i cancelli", ci racconta una ragazza che distribuisce i dolci confezionati alla fine del percorso.Nessuno ha voglia di parlare, tutti chiedono di abbassare la telecamera. Come se la loro richiesta di aiuto fosse qualcosa di cui vergognarsi. "Il lavoro è dignità, toglierlo è peccato grave", ha detto Papa Francesco rivolto ai pellegrini riuniti in piazza San Pietro per l'udienza generale.



Macrolibrarsi
Sannioportale.it