• SABATO 19 SETTEMBRE 2020 - S. Gennaro vescovo

«Io sopravvissuto all'incidente che ha ucciso la mia famiglia»

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Eboli. Ha lasciato l'ospedale, ieri mattina, con dieci costole fratturate, un rene asportato e un versamento al ginocchio. Carmine Campagna, ex assessore ai lavori pubblici, ha ringraziato i medici che lo hanno salvato e il personale sanitario che lo ha assistito. «Dodici giorni fa ero morto, oggi sono vivo. Voglio ringraziare quest'ospedale e chi ci lavora con tanta professionalità». Campagna si commuove, rallenta il suo discorso. Una fascia elastica lo tiene immobilizzato, il ginocchio rallenta il suo passo. L'esponente del Pd cita Enzo Tortora: «Ripartiamo da dove eravamo rimasti». Altre lacrime nel ricordare il fratello Pasquale e il cognato, Carlo Di Cunzolo, deceduti dopo l'impatto avvenuto sulla Fondovalle Sele, il pomeriggio del 10 giugno: «È stata una disgrazia immane». Campagna ricorda tutto, l'impatto frontale, le urla, le richieste d'aiuto, l'interminabile attesa prima che lo tirassero fuori dall'abitacolo: «Ero sveglio, ho sentito tutto finchè non sono arrivati i vigili del fuoco». Per oltre un'ora l'ex assessore è rimasto incastrato tra le lamiere: «Respiravo lentamente, con boccate profonde. Ho ricordato le lezioni della scuola infermieri, sono state utili». Le gambe bloccate, il cofano schiacciato su di lui, i medici del 118 intorno che gli facevano forza. Campagna ha chiamato a telefono il figlio, Paolo, poi la moglie, Annamaria. Ha parlato con gli amici, con l'avvocato Antonio Conte, mentre intorno a lui c'era un inferno di sangue e di lamiere spezzate. La macchina dei soccorsi non è stata impeccabile, soprattutto per il fratello Pasquale morto all'ospedale di Oliveto Citra: «Ma di questo parleremo nelle sedi opportune».



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