• GIOVEDÌ 13 AGOSTO 2020 - SS. Ponziano e Ippolito martiri

Zavorra P.A. sulla produttività

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Che l’Italia abbia sofferto di un problema di bassa produttività negli ultimi venti anni è indubbio. E bene ha fatto nei suoi primi interventi il neo presidente di Confindustria Carlo Bonomi a riproporre questo problema tra le priorità da affrontare per rilanciare la crescita del nostro Paese.Ma politici, economisti e commentatori non possono più subire la periodica “strigliata” sulla bassa produttività italiana, questa volta a opera degli industriali, altre volte in passato per mano di altri operatori economici, e poi continuare a far finta di niente, a “svicolare” o ad annacquare il tema con i soliti luoghi comuni e argomentazioni banali, senza comprenderne le cause di fondo. È necessario capire e risolvere il ritardo della nostra produttività aggredendo questo deficit alla radice.   Serve innanzitutto essere consapevoli di tre elementi oggettivi. Primo: è vero che dal 2001 al 2018 la produttività aggregata del lavoro dell’Italia, cioè dell’intero sistema economico, è cresciuta di meno che negli altri maggiori Paesi avanzati; e ciò è avvenuto anche per ciò che riguarda la produttività del solo settore manifatturiero, che pure è la punta di diamante della nostra economia.Secondo: non è però utile considerare l’ultimo ventennio come un unico periodo, facendo di tutta l’erba un fascio, perché ci sono stati sotto-periodi in cui la nostra produttività ha faticato ed altri in cui essa invece è cresciuta, perlomeno in alcuni settori.Terzo: serve perciò capire quali settori siano riusciti a recuperare produttività negli anni recenti e per quali ragioni o per effetto di quali politiche economiche l’abbiano fatto. Nello stesso tempo è necessario comprendere quali settori ...



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