• GIOVEDÌ 15 APRILE 2021 - S. Anastasia martire

Terapie poetiche: vita quotidiana e sedute di analisi in versi

ATTENZIONE
Tutto il materiale presente in questo articolo è coperto da Copyright Huffingtonpost.it e ne è vietata la riproduzione, anche parziale.


Da bambino ero molto ottimista, ammiravo i grandi ed ero convinto che con l’età adulta arrivasse la consapevolezza. Che idiozia! Più vivi, più inesorabili si moltiplicano le nevrosi. Oggi sono convinto che la psicoterapia sia un bene necessario. Lo è ancora più in questo secolo in cui le ideologie sono superate e sono state sostituite dall’individualismo e dall’ansia di fallire.Io, per esempio, che sono un miserabile uomo del mio tempo, vado dalla mia psicologa una volta alla settimana e la faccio imbestialire perché passo l’ora a cercare di venderle le mie teorie. Che volete farci, sono totalmente preda di una nevrosi. Ma non è di me che voglio parlare, qui parlo di poesia.Quando ho chiesto a Luca Alvino di poter avere la sua ultima silloge Cento sonetti indie (Interno Poesia, 2021) pensavo che avrei scritto un post su come una struttura classica, il sonetto, possa essere declinata con successo in senso contemporaneo. La lettura, però, è un percorso e spesso si arriva in un luogo inaspettato rispetto a quello che si era immaginato.Leggendo Alvino sono stato colpito da un onesto racconto di vita quotidiana, con le sue nevrosi, i suoi difficili ingranaggi, le insonnie, gli intoppi mentali, mai trattati con pesantezza, anzi, giocando con la rima del sonetto e svelando simultaneamente la vera medicina per questi affanni ordinari: l’ironia. Esattamente come nel sonetto “caudato” Visita di controllo.26. Visita di controllo Dalla psichiatra sono ritornatoper fare il punto della situazione.Mi ha detto: «Tornerà la depressione,lei sarà triste, cupo e disperato. Il suo vecchio psicologo è indignato,sostiene che lei ha una fissazione:lascia le cure senza una ragione,lo ha fatto anche con lui, l’ha abbandonato senza dargli una sola spiegazione.Ma poi mi dica: è proprio tanto pazzoda lasciare così la terapia come farebbe un pavido, un pupazzo?Lo sa che con la sua patologiale affibbierei una bella interdizione? La smetta, forza, non è più un ragazzo!»Nell’opera ...



Sannioportale.it