• MERCOLEDÌ 30 SETTEMBRE 2020 - S. Girolamo presbitero e dott.

Taglio parlamentari, mezzo Pd si accorge che la riforma è pericolosa

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Contrariamente agli auspici, il tema del referendum settembrino sul taglio dei parlamentari non passa in sordina e agita il Pd. Proponendosi - nelle migliori tradizioni a sinistra – come elemento di divisione. Con l’aggiunta di diversi elementi di confusione. Nicola Zingaretti, in una nota, rilancia l’accordo di maggioranza sul proporzionale invitando “ad arrivare entro il 20 settembre a un pronunciamento di almeno un ramo del Parlamento”. Missione politicamente impossibile. E peraltro non risolutiva in prospettiva: agganciare una riforma costituzionale di tale impatto a una legge ordinaria – e in Italia maggioranza che viene, legge elettorale che va – rischia di perpetuare almeno sulla carta il “pericolo democratico”.Ha gioco facile Giorgio Gori, sindaco di Bergamo e capofila del No, che twitta: “Senza legge elettorale, dice il segretario, il taglio è pericoloso. Ma le leggi elettorali si fanno e si disfano. Dal 1990 ben quattro volte. E’ quindi probabile, sempre che adesso si riesca a votare il proporzionale prima del 20 settembre (non facile) che in futuro cambi ancora. Dobbiamo pensare che il taglio dei parlamentari diventi a quel punto pericoloso per la democrazia?”. Domanda che si pone, con un retweet sul tema, anche Ernesto Carbone.Il tema c’è ma non affascina i Dem. “Oggi mi occupo di doppia preferenza di genere e di stato di emergenza” dribbla la domanda Stefano Ceccanti, deputato ...



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