• VENERDÌ 3 DICEMBRE 2021 - S. Francesco Saverio

Standing ovation al compromesso

ATTENZIONE
Tutto il materiale presente in questo articolo è coperto da Copyright Huffingtonpost.it e ne è vietata la riproduzione, anche parziale.


Nemmeno ai tempi in cui la manovra di Giulio Tremonti fu licenziata in dieci minuti, un cdm si è concluso con un corale applauso, il che è già una notizia considerati i toni anche ruvidi che hanno accompagnato la faticosa negoziazione. Il che rivela anche una certa abilità di Mario Draghi nel comprendere il “peso” reale di ciascuno, ovvero i reali margini di azione tra chi minacciava quasi una crisi e chi lo sciopero generale. Al fondo (dell’applauso) c’è innanzitutto il risultato di una manovra di “svolta”, la prima da un po’ di tempo a questa parte. Che segna il passaggio dalla logica dei ristori allo sviluppo, resa possibile anche da come è stata contrastata la pandemia, secondo la linea della “fermezza” vaccinale, riconfermata anche nell’aumento dei fondi alla sanità che, sostanzialmente, significa terza dose. Dodici miliardi sono sul taglio delle tasse, il resto nella direzione della crescita, nella direzione dell’“equità”, parola più volte utilizzata, non a caso, dal premier in conferenza stampa.Letta politicamente, ci sono due assi, politici, ma anche culturali. Il primo è la “normalizzazione” della famosa finanziaria populista, sia pur in modo non uguale, nell’ambito di una cornice che tiene saldo il quadro di compatibilità europea dei conti e l’esigenza ...



Sannioportale.it