• GIOVEDÌ 9 DICEMBRE 2021 - S. Siro vescovo

Si balla come una volta, se non fosse per le file del Green Pass

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“Raga, ma a voi va internet?”. Quattro di loro hanno superato il cordone che separa l’uscita dall’entrata della discoteca Studio 7 di Roma. Sono già sulle scale, costretti all’attesa dal quinto amico, quello a cui non funziona il Green Pass. “Ti conviene scaricare l’app”, suggerisce il buttafuori, che non cede alle preghiere di chiudere un occhio, “Ragazzi, mi dispiace, ma le disposizioni sono queste. Se non ce l’ha, non può entrare”.Venti mesi fa non era neanche immaginabile una scena del genere. Non c’erano ancora i vaccini anti covid, tanto meno si parlava di un pass che avrebbe inibito l’acceso nei locali alle persone. 596 giorni sono trascorsi da quando la discoteca ha chiuso, costretta dal decreto che poneva fine ai balli sotto la palla stroboscopica, allo scopo di limitare il numero dei contagi. È il primo sabato dopo la riapertura concessa a sorpresa dall’11 ottobre. Da Studio 7 un cartello precisa che “per accedere bisogna esibire il Green Pass”, come disposizioni governative. E questo causa qualche rallentamento all’entrata: non tutti sono preparati.“Oddio stavo lasciando il cellulare a casa, meno male che l’ho portato”, dice una donna in fila. “E sì, sennò a casa ci tornavi pure tu”, risponde l’amica. Qualcuno mostra il qr code salvato sul proprio smartphone, altri, nel dubbio hanno portato proprio lo stampato: “Non lo legge. Guarda magari l’hai piegato male, alle volte basta una piega...”. Doppio controllo: prima la certificazione, ...



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