• DOMENICA 17 GENNAIO 2021 - S. Antonio abate

Scontroso, antipatico, ribelle. I 90 anni da eremita di Jean-Luc Godard

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Suona strano, con i cinema chiusi e chissà per quanto tempo ancora, celebrare uno degli ultimi totem della settima arte. Forse l’ultimo. Jean-Luc Godard compie 90 anni e il suo nome appartiene già alla storia. Venerato maestro già da giovanissimo - ma sempre compiaciuto nel comportarsi da solito stronzo, come gli rimproverò l’ex amico Francois Truffaut in una lettera durissima -, da tempo ormai ha fatto perdere le sue tracce. Rifugiatosi in Svizzera, la terra materna, il regista francese vive quasi da eremita a Rolle, paesino di seimila abitanti tra Losanna e Ginevra. Ed è proprio da casa sua, una sorta di set permanente, che continua a studiare ogni tipo di linguaggio possibile da portare sul grande schermo. Scontroso, antipatico, ribelle, sempre in antitesi per il gusto di esserlo, Godard parla ormai solo attraverso le sue opere: sempre più oniriche, sempre più ermetiche. Come l’ultimo film, Le livre d’image. Dove mette a confronto cinema e storia, quasi a voler aggiungere un nuovo capitolo alla sua monumentale Histoire(s) du cinéma, documentario costruito in dieci anni e lungo quasi 300 minuti.  Protagonista assoluto della Nouvelle vague francese, Godard si forma come critico nella rivista Cahiers du cinéma. Dove insieme ai giovani turchi Truffaut, Claude Chabrol e Éric Rohmer, diretti dal leggendario André Bazin, attacca il cosiddetto cinéma de papa, ovvero un certo modo commerciale di fare film in Francia. A questo i giovani turchi si contrappongono in maniera veemente, sposando la cosiddetta politica degli autori che non è altro che una fanatica promozione dei loro registi più amati, da Jean Renoir ad Alfred Hitchcock passando per Nicholas Ray. Ed è proprio il regista di Gioventù bruciata, ricorda Godard, che un giorno, fingendo di dover fare una telefonata urgente, passa dalla redazione per vedere il posto in cui si parlava così bene di lui. Questo per dare l’idea del tempo e della straordinarietà di quell’esperienza. Il giornale ...



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