• VENERDÌ 23 APRILE 2021 - S. Adalberto vescovo

"Quando c'è caos cercano le donne, poi tornano i maschi. Così accadrà nel Pd"

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Quando ho detto a Ritanna Armeni che volevo intervistarla mi ha risposto: “Ma sei sicuro?”. Da qualche anno non va in televisione, scrive poco sui giornali, non ha più niente a che fare con i partiti e vive appartata dalla vita pubblica. Si è immersa invece nella storia, con l’intento di rintracciare e svelare l’elemento nascosto: “Credo che la dimensione femminile”, dice, “abbia giocato un ruolo fondamentale in ogni momento del percorso umano. Anche nelle fasi in cui il dominio maschile è stato più pervasivo – per esempio, durante il Fascismo –, le donne hanno espresso la propria autonomia. Queste storie spesso sono rimaste in un angolo del nostro sapere, perché anche il modo in cui si guarda la storia è pervaso dal punto di vista maschile”.Negli ultimi sette anni Armeni ha raccontato in diversi libri la storia di Inessa, l’amante di Lenin, e, di recente, anche quella di Nadia, la moglie; ha disseppellito la fenomenale vicenda delle aviatrici sovietiche che hanno convinto Stalin a costituire un reggimento di sole donne e che per più di mille notti hanno combattuto contro i nazisti; si è immedesimata in Mara, una donna che ha creduto in Mussolini, “l’operazione più difficile per me che sono una donna di sinistra”. Circa una decina d’anni fa, quando l’ho conosciuta nella redazione di un piccolo giornale di idee che all’inizio si riuniva tra gli altri posti anche a casa sua (dove anche oggi ci incontriamo), Ritanna Armeni era uno dei riferimenti culturali della sinistra cosiddetta radicale. Era stata la portavoce di Fausto Bertinotti, aveva condotto “Otto e Mezzo” con Giuliano Ferrara, era stata editorialista di Liberazione ed era – com’è ancora oggi – un’interprete del pensiero femminista italiano. Quando si è deciso che nel governo Draghi non ci sarebbe stata nessuna donna del Partito democratico ha fatto una domanda che va alla radice del rapporto tra i partiti di sinistra e le donne: “Qual è il peccato originale?” Che risposta ti sei data?Che c’è qualcosa di molto profondo che non va. Ora esagero: ma è come se lo stalinismo non fosse morto. Lo stalinismo?È ovvio che il Partito democratico non ha nulla a che fare ideologicamente con il partito comunista di Stalin, ma dello stalinismo conserva una certa idea del potere. È un partito incapace di stare lontano dal governo. Si è alleato con chiunque pur di rimanere al potere, fino al punto di non riuscire a concepirsi lontano dal comando. Non è un partito capace di assumere delle idee e di dar battaglia per affermarle. Piuttosto media, rinuncia, smussa: di tutto pur di non entrare in conflitto. Questo che c’entra con le donne?Anche le donne del Pd hanno incorporato questo schema. Nemmeno loro credono che si possa far politica senza ...



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