• MARTEDÌ 20 APRILE 2021 - S. Agnese da Montepulciano

L'asse "strutturalista" italo-francese dà la giusta prospettiva all'Ue

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La pandemia sta cambiando i pesi tra due correnti di politica economica europea: quella “strutturalista” che privilegia gli investimenti e l’innovazione e quella “rigorista” che privilegia regole rigide dei bilanci pubblici. In questo cambiamento entra anche il ribilanciamento delle politiche economiche dei singoli Stati membri in una cornice europea. Osservando attentamente le azioni e le comunicazioni del commissario europeo all’Economia Paolo Gentiloni, anche in seguito alla riunione del 3 marzo della Commissione, si ha la netta impressione che vi sia un disegno di lungo termine per politiche di bilancio per sviluppo sostenibile europeo nel contesto internazionale. Ciò implica anche una riflessione sui fini e sui limiti delle politiche monetarie, di cui non mi interesso qui.Strutturalisti e rigoristiNel decennio passato ha prevalso la linea rigorista anche a causa di Stati membri (tra cui l’Italia) ritardatari su investimenti e riforme. Adesso la linea strutturalista sta guadagnando terreno, ma è cruciale che la stessa venga solidificata, e questo richiede che si evitino estremizzazioni. Quindi bisogna evitare da un lato eccessi di debito (“azzardo”) senza avere sostenibilità di medio-lungo termine dei bilanci attraverso la crescita spinta da investimenti e innovazione e dall’altro avere stagnazione o recessione con disoccupazione con ...



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