• LUNEDÌ 26 LUGLIO 2021 - SS. Gioacchino e Anna

La responsabilità (grave) dei media nel caos vaccini (di G. Forni)

ATTENZIONE
Tutto il materiale presente in questo articolo è coperto da Copyright Huffingtonpost.it e ne è vietata la riproduzione, anche parziale.


(di Guido Forni, immunologo, socio linceo)Nei numerosi articoli apparsi recentemente sui giornali e nei dibattiti televisivi viene messo in rilievo lo sconcerto che tutti proviamo di fronte alla tragedia di Camilla Canepa, la giovane e sorridente ragazza morta in seguito alla vaccinazione con il vaccino AstraZeneca. L’amarezza di questo sconcerto viene esasperata dal disorientamento suscitato dai contrastanti e apparentemente incomprensibili provvedimenti che in Italia e in Europa si stanno succedendo a proposito di questo vaccino. Tale è l’enfasi che è impossibile non esserne turbati.Che la comunicazione ufficiale manchi di chiarezza è innegabile, ma certamente i motivi alla base del succedersi di indicazioni contrastanti, in particolare a proposito del vaccino AstraZeneca, non può e sopra tutto non dovrebbe essere incomprensibile ai giornalisti che, con onestà, si occupino di questo argomento. L’enfatizzazione dell’incomprensibilità e l’entusiastico cavalcare il disorientamento diventano invece una colpevole componente delle nostre inquietudini. Colpevole, nel senso che stampa e televisione privilegiano la polemica e sostengono l’indignazione verso indicazioni che, spesso con brillante superficialità, vengono presentate come fossero una sequela di provvedimenti, italiani ed europei, assurdamente contradditori. Queste apparenti incongruenze vengono presentate seguendo la prassi polemica utilizzata nei commenti politici, mentre probabilmente un giornalismo più attento ai motivi susciterebbe minori emozioni e contribuirebbe a offrire alcune spiegazioni, spiegazioni che spesso sono semplici.Il rapido mutare della pandemia, contrassegnato da drammatiche recrudescenze, da remissioni pregne di eccessiva speranza e dall’insorgenza di nuovi focolai dovuti all’affermarsi di varianti del virus, costituisce la base della nostra inquietudine. D’altra parte, la pandemia è sempre meno una malattia su cui sappiamo ancora poco mentrediventata piuttosto una malattia rispetto alla quale continuamente sappiamo qualcosa di più di prima. L’enorme quantità di ricerche portate avanti con alacrità in quasi tutti i paesi del mondo produce, quasi ogni giorno, una grande quantità di nuovi dati che prospettano contesti sempre diversi. La combinazione tra il mutare della pandemia e l’ampliarsi delle conoscenze crea una serie di scenari mutevoli che succedendosi con cadenza accelerata risultano difficili da comprendere e da accettare. Se quest’instabile successione ...



Macrolibrarsi
Sannioportale.it