• SABATO 16 GENNAIO 2021 - S. Priscilla martire

La miccia del rimpasto

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Per Goffredo Bettini rimpasto vuol dire “semplicemente adeguare la politica allo spirito del tempo”. Da sempre, come scrive con mirabile sintesi Filippo Ceccarelli sulla Repubblica, questa “importuna litania fiorisce sulle labbra dei governanti come pretesa rigenerante, accomodandosi nell’immaginario nazionale in una zona che sta fra l’inghippo e l’illusione, tra il sotterfugio velleitario e l’accordo alla faciloneria”. Da sempre - aggiungiamo noi - la politica in Italia è abitata da un sottobosco intrasparente di consigliori, che disegnano nell’ombra scenari e trattano di cose di cui non dispongono, ma che pure nella loro fantasiosa ingegneria sentono e scambiano come proprie. Dietro quest’ultima tentazione del Palazzo c’è una lettura che coincide con una precisa postura politica. Interpreta la fine della disintermediazione populista come il ritorno al consociativismo. Tra delegati che, come nel caso di Bettini, tali non sono per assenza di delega, o che, come nel caso di Renzi, piegano la delega a una torsione innaturale rispetto alle sue ragioni. In questa visione lo “spirito del tempo” declina la democrazia rappresentativa in un scambio autoreferenziale. Così, una maggioranza che ha la sua unica legittimazione nell’obiettivo ...



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