La doppia angoscia di Conte: o Renzi o elezioni

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Passano i giorni e le ore, non passano senatori alla maggioranza. Il tempo scorre e tutto rimane immobile, la grande operazione per allargare la maggioranza non decolla. Palazzo Chigi vede rallentare il treno che avrebbe dovuto far affluire responsabili per sostituire Italia viva, il timore è quello che possa arenarsi definitivamente, il Pd ma anche il Movimento 5 stelle sono in pressing, il tempo stringe, più passa e più l’operazione rischia di crollare. L’effetto Cesa ha indirizzato pesantemente la giornata in un mood negativo, la notizia deflagrata in mattinata di un avviso di garanzia della procura di Catanzaro per “associazione a delinquere aggravata da metodo mafioso” diretta al segretario dell’Udc è arrivata come un fulmine a ciel sereno a scompaginare, e in peggio, i piani del governo. Perché Lorenzo Cesa è (era?) uno dei possibili perni dell’operazione “responsabili”, i tre senatori dello scudocrociato se non sono determinanti per la sopravvivenza del governo poco ci manca. “Il problema è che noi con Cesa trattavamo, così viene a mancare un interlocutore politico, ora con chi si parla?”, dice uno dei pontieri più attivi, che dà per perso De Poli, uno dei tre Udc a Palazzo Madama, considerato troppo organico al centrodestra, ma che vede dei margini ancora buoni ...



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