• LUNEDÌ 26 OTTOBRE 2020 - S. Florio martire

La crisi della democrazia, le scorciatoie sbagliate e la lezione di Gaetano Salvemini

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Rileggere i classici, in tempi di fragilità e incertezze. Cercando, nelle loro pagine, parole utili a fare da guida nelle confuse vicende della nostra controversa attualità. Rileggere Gaetano Salvemini, per esempio. Ecco alcune righe illuminanti:“Il diritto di voto non rende il cittadino né più intelligente né più saggio. Né il suffragio universale è il toccasana di tutti i mali… Una elezione è una rivoluzione omeopatica, o una rivoluzione risparmiata. E il suffragio universale è semplicemente uno specchio, nel quale si riflette la realtà del momento in cui viene usato. Se gli elettori non conoscono i loro diritti o non sanno che farsene, il suffragio universale produrrà la fine dello stesso suffragio universale. Quando la realtà è barbara, lo specchio rifletterà una immagine barbara”.È il 1952 quando Salvemini, intellettuale e politico liberale, da poco tornato in Italia dopo un lungo esilio da antifascista negli Usa, affida queste riflessioni alla rivista “Il Ponte” diretta da Piero Calamandrei, in un saggio, “Fu l’Italia prefascista una democrazia?”, che prende le mosse da Giolitti e il Risorgimento per affrontare il nodo del rapporto tra la crisi delle istituzioni liberali nei primi anni del Novecento, l’avvento del fascismo e la grande popolarità di Mussolini come “uomo della Provvidenza” ...



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