• VENERDÌ 23 OTTOBRE 2020 - S. Giovanni da Cap.

Il timbro di Chopin

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Ben oltre i colpi dati da studiosi e critici, dalle volgarizzazioni di cineasti e biografi, sommando questo alle malefatte di interpreti e revisori che, probabilmente, sono i veri responsabili della sfortuna critica di Chopin, diffusa già in epoca wagneriana e testimoniata nel salotto della signorina Verdurin (e che Proust si guardava bene dall’avallare) e ben oltre quella lezione di alto pianismo e quella audacissima armonia di virtuale bitonalità data da sovrapposizioni politonali ma che, di fronte alla palingenesi wagneriana non potè essere altro che considerata anticipazione da trattato, la questione veramente attuale per una corretta interpretazione critica di Chopin è, invece, il timbro, in funzione del quale è pensata l’armonia stessa arrivando, nelle ultime cose, ad una netta timbrizzazione degli intervalli armonici.Financo lavori dei nostri Pousser e Boulez risultano, raccogliendo la lezione da Debussy, di certa vicinanza chopiniana così come, in Italia, saranno Petrassi e Dallapiccola a raccogliere gli insegnamenti timbrici di Chopin. Casella ne deriverà tutta la scrittura virtuosistica dei Sei studi come non sarà difficile trovare soluzioni timbriche chiaramente chopiniane in Niccolò Castiglioni o nella Sonatina seconda di Busoni. Questo perché da Chopin deriva la vocazione al chiarismo pianistico, quella ...



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