• MARTEDÌ 29 SETTEMBRE 2020 - SS. Michele Gabriele e Raffaele

Il Pd si è arreso al populismo, dica no al referendum

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E mo’ son cavoli. Quello che dall’inizio era parso un pasticcio – votare sì ad una riforma della Costituzione a cui si era votato contro per ben tre volte, in cambio di generiche promesse – mi pare si stia trasformando per il PD in un guaio piuttosto serio.Non parliamo infatti di una cosetta, né dal punto di vista politico né per le ricadute che potrebbe avere sulla già fragile democrazia italiana. Parliamo del provvedimento “bandiera” del populismo a 5 stelle, benedetto dal populismo di destra e infine dall’intera aula di Montecitorio – con l’unica eccezione dei deputati di +Europa – in un impeto autolesionistico in cui, per sembrare dalla parte del popolo, per non rischiare un’oncia di consenso, la casta ha pensato bene di dichiarare guerra alla casta, accettando di descriversi come una banda di poltronari privilegiati mangia-pane-a-tradimento, il male assoluto da estirpare o quantomeno da amputare - diciamo del 30% - in cambio di un risparmio che i grillini millantano superiore ai 500 milioni e l’Osservatorio Cottarelli ha quantificato in 57 milioni scarsi (lo 0,007 della spesa pubblica) e Sabino Cassese ha riportato alla sua concreta entità: parliamo di 1/7 del costo di uno solo dei novanta F35 che l’Italia si è impegnata a comprare.Tutto questo senza minimamente preoccuparsi delle conseguenze, che pure occorre ricordare: riducendo i parlamentari da 915 a 600 l’Italia diventerà il Paese con il peggior rapporto tra numero di cittadini ed eletti, allontanando ancora di più gli uni dagli altri; verrà spazzato via il principio di rappresentatività territoriale, a danno principalmente delle aree interne e meno popolate; i parlamentari ...



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