• SABATO 31 OTTOBRE 2020 - S. Antonino Vescovo

Il Pd e un malinteso senso di responsabilità

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Che cosa succede domani sera, a urne del referendum aperte? Proviamo a immaginare che il “no” al taglio dei parlamentari prevalga. Il voto riconsegnerebbe alle soffitte della storia il decennio dell’antipolitica, mostrando che la maggioranza dell’opinione pubblica ritorna ad avere fiducia nell’istituto che incarna la democrazia rappresentativa: la delega. La contemporanea sconfitta politica dei Cinquestelle nelle elezioni regionali certificherebbe la crisi strutturale del Movimento e la sua ritirata politica.Immaginiamo invece l’ipotesi opposta, ritenuta peraltro assai più probabile dai sondaggi: che nelle urne prevalga il “sì”. Il referendum rivitalizzerebbe la leadership pentastellata, testimoniando che la maggioranza degli italiani si riconosce ancora nelle sue parole d’ordine. Che cioè l’antipolitica non è refluita neanche nel colpo di frusta che la pandemia ha sferrato al Paese, ma sopravvive come un’istanza pregiudiziale in grado di tenere la democrazia in ostaggio e, in qualche modo, di precarizzarla. Luigi Di Maio rivendicherebbe il risultato, utilizzandolo per piegare a suo vantaggio gli equilibri di governo. Quanto al Pd, che ha votato tre volte “no” al taglio dei parlamentari e una quarta “sì”, proverebbe vergogna per il prezzo insostenibile pagato all’alleanza con i Cinquestelle. Chi conosce la fisiologia morale e ideologica del partito di Zingaretti sa che questo sentimento, insieme alla probabile sconfitta nelle Regionali, sarebbe funzionale a un ricambio di leadership.Gli scenari qui esposti ...



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