• MARTEDÌ 9 MARZO 2021 - S. Francesca Romana

Gaia Servadio: “La Giornata della Memoria è un conforto, ma le scuse di Emanuele Filiberto non contano niente”

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Nella sua lunga lettera ai “fratelli ebrei italiani”, Emanuele Filiberto di Savoia ha chiesto scusa a nome della sua famiglia per le leggi razziali, firmate dal bisnonno Vittorio Emanuele III. “Un’ombra indelebile per la mia famiglia” scrive il principe, “una ferita ancora aperta per l’Italia intera”, ma quel messaggio è stato accolto con una certa freddezza dai principali esponenti della comunità ebraica italiana che, pur giudicandola “apprezzabile”, l’hanno definita “tardiva”.“Aver avuto i Savoia è stata una disgrazia”, ci dice a telefono dalla sua casa di Londra Gaia Servadio. “Avrebbero firmato qualsiasi cosa e di fin troppe cose sono stati colpevoli”. Le scuse del principe? “Non è che contino molto, non contano niente”.Dei Savoia parla anche nel suo ultimo libro, “Giudei”, in uscita tra qualche giorno per Bompiani, “un romanzo con molti riferimenti alla mia esperienza personale e alla mia famiglia”, aggiunge la scrittrice, giornalista, saggista e pittrice insignita del titolo di Cavaliere Ufficiale della Repubblica dal presidente Sandro Pertini e Commendatore al merito della Repubblica Italiana. “È la storia di tre generazioni che inizia con un fatto realmente accaduto di cui sono testimoni Aaron e Samuele, i miei due protagonisti, cugini e amici: l’incidente d’auto di Giacomo ...



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