• MARTEDÌ 20 APRILE 2021 - S. Agnese da Montepulciano

Europa spiazzata dal risiko di Draghi

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Il titolo di questa storia potrebbe essere: “Ma allora fai sul serio?”. O come direbbero a Roma: “Ma che ‘davero’?”. Battute a parte, la questione è, naturalmente, seria. La decisione di Mario Draghi di bloccare un export di 250mila dosi di vaccino Astrazeneca destinato all’Australia scuote gli altri Stati membri dell’Unione Europea. Eppure è stata presa in virtù del regolamento europeo adottato dalla Commissione Ue a fine gennaio nel trambusto dei litigi con Astrazeneca, accusata di aver dirottato in Gran Bretagna lotti di fiale anti-covid destinate al continente. Solo la Francia annuncia che farà altrettanto. Fredde Germania e Olanda, della serie: ‘non abbiamo alcunché da bloccare’. Londra contesta: “A rischio la lotta globale al virus”.Nelle capitali dell’Unione prevale il timore di innescare una pericolosa guerra protezionistica sui vaccini, che potrebbe rivelarsi un boomerang.Ma indietro non si torna. Il regolamento della Commissione sugli export dei vaccini parla chiaro. Prevede uno stretto monitoraggio da parte delle autorità nazionali ed europee, obbliga le aziende farmaceutiche a chiedere l’autorizzazione per esportare le fiale fuori dall’Ue, ad eccezione dei paesi poveri e di tre ’paesi partner: Israele, Svizzera e Ucraina.Il punto però è che a Bruxelles l’hanno pensato più come arma di pressione che come reale strumento per bloccare le esportazioni. Tanto che da quando il regolamento è entrato in vigore, ...



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